Tocca a Messi. 7 anni fa il figlio gli chiedeva: "Perché torni in nazionale, dove soffri?"
Correva l'anno 2019: Leo Messi dopo la Copa America annuncia l'addio alla nazionale. Basta, il Dio del calcio non riesce più a sopportare che il suo popolo creda che a lui non interessino le sorti della sua Argentina. Poi la retromarcia, anche grazie ai tanti appelli di chi invece sperava che non fosse una scelta decisiva, compreso l'allora ct Bauza. Stanotte, a 39 anni, Leo sarà ancora lì a sognare un altro Mondiale, con la Seleccion.
E pensare che dopo quella scelta che scosse il mondo del calcio, in molti si chiedevano se Messi non preferisse restare tranquillo a pensare al suo Barcellona. Emerge in questi giorni una intervista fatta allora ad ESPN.
Proprio questa fu la domanda: non preferisci pensare solo al Barcellona? Questa fu la risposta di Messi: "No, il richiamo a tornare è forte; voglio vincere qualcosa con la Nazionale. Ho affrontato molte difficoltà, ma continuerò a provarci. Voglio vincere con la Nazionale. Voglio tornare, voglio esserci e voglio giocare tutti i grandi tornei. Quando ho deciso di tornare in Nazionale, in molti erano contrari: famiglia, amici, tantissime persone che mi dicevano: 'Non tornarci; perché farlo? Solo per farti massacrare?'. Persino mio figlio di sei anni mi ha chiesto: 'Perché continui a giocare in Nazionale? Per soffrire?'. E io gli ho spiegato che per fortuna sono in pochi quelli che mi criticano così duramente".






