Il numero 1 del tennis contro Malagò: "8 anni fa se n'è fregato della rivoluzione"
Nelle scorse ore Lega Serie A ha espresso come proprio candidato ideale per la presidenza della FIGC il nome di Giovanni Malagò, che è stato supportato in prima battuta da 18 società del massimo campionato italiano su 20, salite già a 19 con l'aggiunta anche dell'Hellas Verona.
Intervistato da Sportitalia, ha parlato della figura di Malagò il dirigente Angelo Binaghi, presidente della Federtennis: "L'occasione per cambiare strutturalmente il calcio italiano, per la rivoluzione, la ebbe 8 anni fa il presidente del CONI, Malagò, che si presento alla Giunta di Firenze a proporre il commissaramento della FIGC perché non si riusciva a eleggere il presidente. Intervenni negando l'assenso, perché era sbagliato un commissariamento a tutto tondo: andava fatto ad acta, solo per lo statuto, perché non bisognava fare ingenerenze in FIGC; e secondo, perché derivava proprio da uno statuto sbagliato. Malagò preferì fregarsene, andare avanti e nominare un commissario a tutto tondo, nella figura di Roberto Fabbricini, il quale avrebbe dovuto nominarlo a sua volta presidente di Lega Serie A. Uguale, chi se ne frega della rivoluzione, a noi interessa la gestione del calcio. Va bene?".
Prosegue e conclude Binaghi: "Io ho tantissimi problemi da risolvere, figuriamoci se posso imbarcarmi in questioni del genere. Per come ci conosciamo, se mi dite che le riforme deve farle Malagò, mi metto a sorridere. È capacissimo nei campionati del mondo di attrazione dei consensi e della distribuzione del potere: è simpatico, per fare rivoluzione e riforme bisogna essere antipatici".
Altre notizie
Ultime dai canali
Primo piano






