5 settembre 1998, Zoff esordisce in panchina con la Nazionale. Arriverà secondo all'Europeo
Gli anni novanta non sono stati clementi con la nostra Nazionale. Dalla semifinale di Italia 1990, quella che ha fatto svanire il sogno Mondiale, fino al gol di Wiltord all'ultimo secondo della sfida contro la Francia. Avevamo forse la Nazionale più forte e continua di tutti i tempi, eppure le delusioni sono state tante: nel 1992 la mancata qualificazione all'Europeo poi vinto dalla Danimarca, poi la finale di Pasadena con i rigori di Baggio, Massaro e Baresi, il rigore di Zola parato da Kopke e i centimetri di Roberto Baggio dal palo di Barthez, quando tutta l'Italia era già pronta a esultare per un golden gol che poteva sembrare svolta epocale.
Ci fu la svolta, ma solo in panchina. Perché dopo quella volée del Divin Codino, Cesare Maldini decise di dire addio alla Nazionale a soli due anni dall'inizio della sua avventura. Dimissioni. Cose che in Italia ultimamente provocano l'orticaria, ecco, a meno che non lo fai due giorni prima di Ferragosto per volare in Arabia, ma questa è un'altra storia. Così nell'estate del 1998 c'è il bisogno di trovare un nuovo commissario tecnico, anche più realista del re, che rimetta insieme i cocci di un'avventura considerata alla portata ma che, alla fine, porterà Zidane ad alzare la Coppa. La FIGC decide di affidarsi a una leggenda come Dino Zoff, sedici anni prima protagonista di una delle parate più importanti della storia azzurra a 40 anni, da capitano, contro il Brasile di Tele Santana.
Così si arriva al 5 settembre del 1998, quando Zoff è per la prima volta sulla panchina della Nazionale. Di fronte c'è il Galles. Anfield Road ospita il match, valido per le qualificazioni agli Europei del 2000 in Olanda e Belgio. Questa la prima formazione: Peruzzi; Panucci, Cannavaro, Iuliano e Pessotto. A centrocampo Fuser, Albertini, Dino Baggio e Di Francesco, davanti Vialli e Del Piero. A segnare saranno Fuser e il subentrante Vieri.






