Antonio Rudiger, dagli insulti di Lulic al pranzo con Ancelotti nel club più importante del mondo
"Il bel tacer non fu mai scritto". La frase di Iacopo Badoer - anche se attribuita anche a Dante Alighieri, circostanza mai provata - ben si confà a quel che successe nel dicembre 2016 alla fine del derby della Capitale fra Roma e Lazio. Perché Senad Lulic, capitano biancoceleste, decise di alzare la tensione della contesa a un nuovo livello. "Rudiger? Già parlava prima della partita, due anni fa a Stoccarda vendeva calzini e cinture e adesso fa il fenomeno. Non è colpa sua, è colpa di quelli che stanno intorno a lui e che fanno crescere un ragazzo maleducato. Lasciamo stare queste provocazioni che capiteranno anche in futuro". Una frase gravissima che lo stesso bosniaco decise di ripetere e anzi difendere subito dopo, non capendo esattamente quel che stava succedendo. "Chiedere scusa a Rüdiger? Lasciamo stare, anche i bianchi vendono i calzini". Squalificato per 20 giorni e multato, ovviamente.
Ed ecco che Antonio Rudiger da Berlino compie oggi 30 anni. Padre tedesco e madre della Sierra Leone, arrivata in Germania nel 1991 per scampare alla guerra civile. Cresce nelle giovanili del Borussia Dortmund per poi trovare la propria soddisfazione da calciatore nello Stoccarda, vincendo, nel 2012, la medaglia come miglior giocatore tedesco under 19. Tifoso dell'Arsenal, maniaco delle pulizie, nel 2015 viene prelevato dalla Roma, per 4 milioni di prestito più 9 di riscatto. È un'esperienza fortunata da una parte, perché cresce ulteriormente e il Chelsea lo preleva per 35 milioni più 4 di bonus nell'estate del 2017, ma dall'altro si rompe il legamento crociato e salta Euro2016 con la Germania.
Al Chelsea vince tutto. Un'Europa League con Sarri, una Champions con Tuchel, un Mondiale per club, venendo inserito per due volte consecutive nel migliore undici della stagione. Eppure c'è stato un momento di sliding doors, quando Rudiger poteva tornare in Italia, con il Milan: era l'ottobre del 2020, in quella strana finestra di mercato post Covid, con i rossoneri che erano a un passo dal prenderlo perché in uscita. Un anno e mezzo dopo, da svincolato, tutti lo volevano: la Juventus in primis, ma se arriva il Real Madrid è impossibile dire di no. Ed è esattamente quanto successo. Aneddotto: Ancelotti si è autoinvitato a un barbecue a casa sua, in una delle prime settimane quando era in Spagna, rimanendo per due ore e conoscendo la famiglia. Un modo come un altro per dire "benvenuto nel club migliore al mondo".






