Primavera, Corrent: "E' stata un'annata speciale. Grande soddisfazione lanciare i giovani verso palchi importanti"
Ai microfoni del format "E' sempre Primavera" di Lega Serie A, l'allenatore del Parma Primavera Nicola Corrent ha parlato di diversi temi, ripartendo dalla cavalcata che ha permesso ai crociatini di essere promossi in Primavera 1: "E' stata un'annata speciale, obiettivamente il Parma era tanti anni che provava la scalata in Primavera 1. Siamo stati bravi ad avere continuità di prestazioni, c'era un avversario molto forte come il Como ma abbiamo fatto un percorso di livello alto, è stata una bella sensazione. La Primavera è quasi una prima squadra ormai: c'è maggiore visibilità, i giocatori sono quasi tutti sotto contratto... Si è molto vicini a essere giocatori veri. Certo, non bisogna perdere di vista il vero obiettivo, che è preparare i ragazzi a giocare con i grandi. Quello che cerco di trasmettere sempre loro è la voglia di raggiungere il loro meglio, perché devono credere fortemente nella grande possibilità che hanno".
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Sulle differenze con i settori giovanili di trent'anni fa: "E' cambiato molto. Io sono andato via di casa molto piccolo, ad appena undici anni, si parla di tantissimi anni fa. E ho avuto la fortuna di appartenere al Milan, che mi ha dato tutto e mi ha dato anche grandi princìpi. Oggi i giovani sono diversi, il ritmo della vita è diverso, l'ambiente è diverso, ci sono i social che una volta non c'erano... sono tante le dinamiche che dobbiamo affrontare. Credo però che siamo noi a doverci adeguare, senza tralasciare le cose importanti. Ma mi ritengo fortunato perché è un gruppo di ragazzi speciali".
Sui tanti giovani lanciati, da Cancellieri a Udogie: "Per me è una grande soddisfazione, sono rimasto in contatto con tutti. Vederli in Premier League o in Serie A è una grande gioia. Abbiamo coltivato un rapporto vero, sento di aver dato loro qualcosa e loro mi hanno dato tanti. Forse sono stato fortunato io ad averli avuti così bravi, ma a maggior ragione i miei giocatori devono credere nei loro percorsi, vivendola con grande serenità. A volte le aspettative sono troppo alte, io dico loro che devono innamorarsi di questo sport, dando meno per scontato quello che hanno perché è una grande opportunità".






