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Pisa, il paradosso dei numeri: attacco da Parma, difesa da incubo e 24 punti di distaccoTUTTO mercato WEB
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Oggi alle 09:38Serie A
di Davide Caruso

Pisa, il paradosso dei numeri: attacco da Parma, difesa da incubo e 24 punti di distacco

Alla trentaquattresima giornata della Serie A Enilive 2025-2026, lo stadio Ennio Tardini è teatro dell'ennesima illusione stagionale per i colori nerazzurri. Il Pisa cade per 1-0 contro il Parma, punito all'82' da una rete del subentrato Elphege. La sconfitta prolunga il tabù stagionale in trasferta per i toscani, ancora a secco di vittorie esterne in questo campionato, ma la retrocessione aritmetica è solo rinviata grazie al pareggio per 0-0 maturato ieri sera tra Verona e Lecce. Il piano tattico iniziale di Oscar Hiljemark, schierato con un 3-5-2 speculare a quello ducale, prevedeva un approccio coraggioso e di grande pressione. Nel primo tempo, il Pisa ha mantenuto un baricentro altissimo, posizionandosi in media a 51,22 metri, schiacciando nettamente la linea difensiva rispetto ai 46,58 metri del Parma. Questa aggressività, volta a soffocare le fonti di gioco avversarie, ha però presentato un conto salato. Per fermare le transizioni della squadra di Cuesta, la retroguardia ha dovuto spendere due cartellini gialli pesanti già nei primi quarantacinque minuti, sanzionando gli interventi di Canestrelli al 18' e Vural al 44'. Una manovra ordinata che sbatte contro un muro Nonostante il Parma abbia mantenuto il controllo territoriale del match (51,79% di possesso palla e ben 17 tiri totali), la formazione toscana ha risposto con grande organizzazione geometrica. Il Pisa ha registrato un'eccellente precisione nei passaggi dell'88%, pareggiando l'accuratezza dei padroni di casa. Il metronomo indiscusso di questa architettura è stato Michel Aebischer, primatista assoluto dell'incontro con 66 passaggi completati. In fase di rifinitura, le uniche vere fiammate sono arrivate dal giovane Ebenezer Akinsanmiro: il centrocampista nigeriano ha tentato di scardinare la difesa avversaria completando 8 passaggi nell'ultimo terzo di campo, tentando due tiri e creando una delle occasioni più nitide per i nerazzurri. Lo sforzo atletico profuso per reggere l'urto e mantenere l'ordine tattico ha finito per logorare le energie dei giocatori di Hiljemark. Stefano Moreo ha disputato una gara di puro sacrificio, macinando in assoluto più chilometri di tutti sul terreno di gioco (10,452 km), seguito a stretto giro dall'inesauribile Samuele Angori (10,178 km) e dallo stesso Aebischer (10,127 km). Fisiologicamente, nella ripresa la squadra ha perso spinta, abbassando il proprio baricentro a 47,19 metri e subendo l'onda d'urto avversaria. Il momento di rottura definitivo si è materializzato a ridosso dell'ottantesimo minuto, grazie alle mosse dalla panchina del Parma. L'inserimento di Sørensen ed Elphege ha iniettato verticalità ed energia che i toscani non avevano più la forza di arginare. Proprio un guizzo di Sørensen ha innescato l'assist decisivo all'82' per la rete di Elphege, condannando definitivamente la retroguardia pisana. La prestazione generosa ma sterile del Tardini incarna perfettamente le contraddizioni dell'annata nerazzurra. Un paradosso statistico su tutti descrive questa stagione: il Pisa ha segnato 25 reti stagionali contro le 26 del Parma, un divario offensivo di un solo gol che si traduce tuttavia in un baratro di 24 punti in classifica. A vanificare l'organizzazione e la corsa della squadra è un dato difensivo impietoso, che vede i toscani come la peggior difesa del campionato con ben 61 gol subiti. La gara di Parma ha mostrato per l'ennesima volta una squadra capace di reggere il campo con fierezza per ottanta minuti, ma cronicamente vulnerabile nel momento in cui la stanchezza azzera la lucidità.