Dopo United e interviste, il Mondiale può essere la grande occasione di riscatto per CR7
Chissà cosa starà passando, nella testa di Cristiano Ronaldo alla vigilia del suo quinto Mondiale, tanti quanti i Palloni d'Oro vinti in carriera. E' uno dei momenti più delicati, particolari, intensi, della storia calcistica del fenomeno portoghese. Che è e sarà ancora l'uomo simbolo e la guida del suo Portogallo, ma che arriva alla kermesse con presupposti ben diversi rispetto a quelli del passato. La sua stagione al Manchester United è ben più che al di sotto delle aspettative, in fatto di minutaggio e soprattutto di protagonismo (e quindi di gol), ed il suo rapporto con Ten Hag è ai minimi storici come dimostrato dalla recente, esplosiva, intervista.
Parole forti e a 360 gradi quelle del portoghese, che in qualche modo hanno per forza di cose smosso i quasi 500 milioni di suoi follower sui social ma pure le decine di persone, fra calciatori e staff, che gravitano intorno alla nazionale lusitana. C'è da capire come saranno state accolte e metabolizzate le sue bordate, come la squadra avrà recepito i suoi pensieri, come risponderà. Con la certezza che proprio CR7 sarà la punta di diamante di una rosa che, per qualità, è per forza di cose inserita nell'elenco delle favorite. Ecco, qualora dovesse arrivare la big win, CR7 potrebbe addirittura ritirarsi, parole sue. Impossibile quindi non vedere una motivazione extra nella manifestazione che potrebbe issare ancora di più l'immagine di Ronaldo nella storia del pallone e ribaltare completamente il senso della sua stagione. E forse carriera.






