L'incredibile storia Mondiale dell'Uruguay, la garra charrua e due generazioni che si scontrano
L'Uruguay del nuovo commissario tecnico Diego Alonso è una Nazionale con un piede nel passato e una nel futuro. Oggi, il Mondiale. Perché ci sono due generazioni a incrociarsi sul cammino qatariota, senza che una di mezzo sia riuscita a imporsi. Luis Suarez, capitano, Martin Caceres in difesa, poi Darwin Nunez e Federico Valverde con Nicolas De la Cruz a essere simboli di questo scontro generazionale che non ha vie di mezzo e che si promette di essere una delle mine vaganti nella kermesse intercontinentale.
Una nazione speciale
In fondo l'Uruguay ha sempre fatto storia a parte, un borgo del Mondo diventato una potenza. Una percentuale di talento che neanche gli antropologi sono riusciti a spiegare al meglio. L'incrocio di scienza e religione, libertà e ordine, Sudamerica ed Europa che si fondono in un paese dedito alla missione calcistica e che con la celebre Garra Charrua è riuscito a sconfiggere invasori e vicini di casa, nemici e ostacoli. L'Uruguay è quello dell'insuperabile José Nasazzi, della Maraviglla Negra, José Leandro Andrade. Del genio meraviglioso di Juan Alberto Schiaffino, della poesia di Enzo Francescoli, dell'uomo del Maracanazo, Alcides Ghiggia, dei guantoni di Ladislao Mazurkiewicz, del divino Hecto Castro che aveva un solo braccio, delle frecce di Edinson Cavani, dei morsi di Luis Suarez e via andando, di nota in strofa.
L'orchestra di Alonso
Oggi è un'orchestra che Alonso ha provato ad accordare a modo suo, nel migliore dei modi. Una squadra molto europea con un genio molto sudamericano. Fisica ma piccola, arcigna ma sgusciante. Ha la rabbia agonistica di Suarez e la sregolatezza di De La Cruz. L'ordine di Valverde e i capelli al vento di Caceres. E così via, così Celeste. L'Uruguay che ha un piede nel passato e uno nel futuro convive così, in un presente in bilico, a metà tra una generazione andata e una nuova che fatica a sbocciare. Ma al Mondiale è sempre diverso. Al Mondiale i cieli sono sempre di quel colore lì.






