Spagna, il futuro è già in Qatar. In 8 nati dal 2000 in poi, nessuno come la Roja
I campioni del mondo del 2010 si presentano ai Mondiali con una rosa incredibilmente giovane, che lascia presupporre come questo Mondiale sia soprattutto un torneo che preparerà la nuova generazione di fenomeni a Euro 2024, dove si aspetta la vera e propria esplosione di essi.
POCHI SENATORI RIMASTI - L'assenza di Sergio Ramos fa rumore, così come quella di Raul Albiol che priverà la Roja di due importanti guide in un torneo di tale portata. Sono 7 i trentenni, alcuni di essi destinati a giocare l'ultima grande competizione per nazionali: Sergio Busquets (34 anni), Jordi Alba (33) e Azpilicueta (33) su tutti, ma anche i classe 1992 Koke, Carvajal, Sarabia e Morata. Squadra nel complesso giovane con età media che si assesta sui 25 anni.
PEDRI E GAVI, NUOVI XAVI E INIESTA? Tutti scommettono sui due centrocampisti del Barcellona e in molti prevedono un futuro brillante, sulla scia dei grandissimi Xavi e Iniesta. Pedri ha solo 19 anni e giocato un Europeo da titolare. Il suo impatto nel calcio spagnolo è stato tale che nell'estate del 2021 ha giocato anche le Olimpiadi a fine luglio, peraltro arrivando fino alla finale. Gavi è stato persino più precoce, con l'esordio in nazionale maggiore a soli 17 anni e 2 mesi. Aveva solo una manciata di presenze ne LaLiga e in Champions League. Prodotto della Masia, di lui Luis Enrique ha detto: "È un caso fuori dalla norma, gioca come se fosse nel cortile della scuola. È il futuro della Nazionale".
OTTO GIOCATORI NATI DAL 2000 IN POI - Gli altri "baby" sono Ansu Fati, Yeremi Pino e Nico Williams (20 anni); Eric Garcia (21); Ferran Torres e Hugo Guillamon (22). Totale 8 giocatori nati dal 2000 in poi. Nessuno può dire lo stesso tra le grandi del Mondiale: la Francia ne schiera tre, l'Inghilterra quattro come Germania, Brasile e Olanda, l'Argentina due. Luis Enrique ha dimostrato ancora una volta coraggio, considerando anche un girone che vede la Roja rischiare il primato, per la presenza della Germania. Nemmeno all'albore della generazione dal 2008 al 2012 la selezione fu tanto verde. Chissà che l'incoscienza della gioventù non sia il punto di forza.






