USA-Galles 1-1, le pagelle: McKennie non brilla, Adams equilibratore. Ramsey da leader
USA-Galles 1-1
(36' Weah (U), 82' Bale (G))
USA
Turner 6 - Tocca il primo pallone al 44' battendo un rinvio dal fondo. All'ora di gioco arriva anche la prima parata, mentre sul calcio di rigore non può davvero nulla.
Dest 5,5 - Parte forte, anche troppo: con un giallo assolutamente inutile condiziona la sua gara, un errore che per un giocatore della sua esperienza appare decisamente gratuito. Dal 74' Yedlin sv.
Ream 6 - Dopo un primo tempo di tutto riposo l'ingresso di Moore sorprende la squadra statunitense, con la difesa che ha il suo bel daffare nel limitare la fisicità del neoentrato.
Zimmerman 5 - Causa un rigore solare che mette il Galles in condizione di pareggiare una sfida che francamente avrebbe potuto impattare solo così.
Robinson 6,5 - Arrembante nella prima frazione, quando è sempre lui ad andare sul fondo per cercare il cross al centro, mentre Musah fatica a trovare la posizione.
McKennie 6 - Da interno del centrocampo a due non è pienamente a suo agio e sui palloni alti è spesso superato. Dopo un'ora abbondante, con il Galles a premere, di gioco Berhalter cambia. Dal 66' Aaronson 5,5 - Con il suo ingresso le cose non cambiano: poco a suo agio quando c'è da rincorrere l'avversario, è spesso disallineato dal più ordinato Adams.
Adams 6,5 - Il metronomo insostituibile per la manovra statunitense: porta la pressione avanzata e un secondo dopo si abbassa tra i centrali per dare equilibrio alla manovra.
Musah 6 - Primo tempo sonnacchioso, ripresa più energica. Legittimo comunque aspettarsi di più da uno dei calciatori più 'chiacchierati' della rosa americana. Dal 74' Acosta sv.
Pulisic 7 - Nel 4-3-3 'storto' di Berhalter fa più il fantasista che l'ala quando gli USA attaccano: dopo un paio di tentativi senza costrutto, inventa l'assist per il gol che spacca la partita e in generale è dalle sue giocate che nascono gran parte dei pericoli per la porta di Hennessey.
Weah 6,5 - Tra i grandi protagonisti della gara, anche se non brilla per costanza: firma il cross del quasi autogol di Rodon e poi la rete che sblocca la gara, ma nella ripresa non si vede mai. Dall'88' Morris sv.
Sargent 5,5 - Dopo un bel colpo di testa in apertura di gara esce completamente dalla partita: Berhalter forse aspetta anche troppo prima di effettuare il cambio. Dal 74' Wright sv.
Allenatore: Berhalter 5,5 - Il primo nella storia degli Stati Uniti a giocare un mondiale per poi viverlo in panchina: un Mondiale che non parte certo benissimo, considerando la differenza di valore tra le squadre. Il dominio totale del primo tempo non viene concretizzato per colpa di una ripresa molle, con il Galles che fa pesare la maggiore esperienza e ottiene un punto che dopo i primi 45' sembrava una chimera.
GALLES (a cura di Lorenzo Carini)
Hennessey 6 - In avvio di partita, evita l'autogol di Rodon con un gran riflesso. Poco coinvolto per il resto della gara, tenta l'uscita sul lancio in profondità di Pulisic per Weah ma non riesce ad evitare la marcatura degli USA.
Mepham 5 - Perennemente in difficoltà, in particolar modo nel primo tempo, contro i riferimenti offensivi degli Stati Uniti: spesso e volentieri si fa saltare con facilità.
Rodon 4,5 - Rischia di rovinare la sua serata già dopo 10' con un colpo di testa indirizzato verso la porta di Hennessey. Sbaglia l'impossibile sia in fase difensiva che in impostazione, risultando il peggiore in campo.
B. Davies 5,5 - Si fa cogliere impreparato sul gol di Weah e fatica tantissimo sulla linea difensiva. "Rischia" di trasformarsi in goleador nella ripresa con un gran colpo di testa alzato sopra la traversa dal portiere statunitense Turner.
Roberts 5 - Mai in partita nel primo tempo, tenta di rialzare la testa dopo l'intervallo ma dalla sua parte di campo non incide praticamente mai: Pulisic è di un'altra categoria, il 10 degli Stati Uniti fa praticamente ciò che vuole.
Ampadu 5,5 - Partita dai due volti anche per lo spezzino, che non sempre appare a suo agio in mezzo al campo. Esce in precarie condizioni fisiche: da valutare se siano esclusivamente problemi di crampi. Dal 95' Morrell s.v.
Ramsey 5,5 - L'ex Juventus commette tanti errori nel corso dei novanta minuti, ma gli va dato atto di essere cresciuto durante la gara: bravo a non scoraggiarsi dopo un primo tempo complicato. Non arriva, però, alla sufficienza.
Wilson 5,5 - Si vede con il contagocce: l'avversaria non è certamente delle migliori, soffre la velocità e le incursioni dei calciatori statunitensi. Dal 93' Thomas s.v.
N. Williams 6,5 - Probabilmente il migliore sotto il profilo dell'atteggiamento, entra in campo col piglio giusto riuscendo a disimpegnarsi positivamente anche nella prima frazione. Fa il possibile sulla corsia di sua competenza ma di fatto non viene mai supportato concretamente dai compagni di squadra. Dal 79' Johnson s.v.
James 5 - Difficile, se non impossibile, commentare la sua prova: il Galles rinuncia a giocare per tutto il primo tempo e per il numero 20 non c'è alcun pallone giocabile. Non fa nulla, tuttavia, per provare a mettersi in evidenza. Dal 46' Moore 6,5 - Il suo ingresso in campo dà la svolta al Galles, completamente rianimato dopo un primo tempo in totale affanno. Ottimo il suo contributo alla causa: va anche vicino gol poco dopo l'ora di gioco con un colpo di testa sugli sviluppi di un corner.
Bale 7 - Spettatore non pagante per oltre un'ora, il suo rendimento cresce di pari passo con il calo vistoso degli Stati Uniti. Abile a procurarsi un calcio di rigore nel finale, lo trasforma alla perfezione trovando un missile terra-aria imprendibile per Turner: si rivela nuovamente decisivo per il Galles. Il timbro del capitano non è mancato neppure stasera.
Allenatore: Robert Page 5,5 - il "suo" Galles entra in campo con quarantacinque minuti di ritardo, ma riesce comunque ad evitare la sconfitta in questa gara inaugurale grazie al "solito" Gareth Bale. I segnali tutt'altro che incoraggianti del primo tempo hanno lasciato spazio ad una prestazione decisamente migliore nei secondi 45', ma la sensazione è che manchi un riferimento offensivo in grado di far male alle difese avversarie: non si può dipendere da un solo giocatore.






