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Mou sfortunato, ma il gioco della Roma non convince. Il Betis vola via, obiettivo 2° postoTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Nicola Ianuale/TuttoSalernitana.com
venerdì 7 ottobre 2022, 00:48I fatti del giorno
di Giacomo Iacobellis
fonte Dall'inviato a Roma, Giacomo Iacobellis

Mou sfortunato, ma il gioco della Roma non convince. Il Betis vola via, obiettivo 2° posto

La Roma perde in casa col Betis e vede ormai sfumate le speranze di qualificarsi al primo posto alla fase finale di Europa League. "La sfida decisiva sarà quella col Ludogorets", ha dichiarato Mourinho in conferenza dopo il ko patito coi biancoverdi. E pensare che i giallorossi, dopo essere andati in vantaggio al 33' grazie a un rigore di Paulo Dybala, erano andati almeno in due-tre occasioni vicini al raddoppio con la traversa di Zaniolo, un gran tiro al volo della stessa Joya in chiusura di prima tempo e un tiro a botta sicura di Cristante nella ripresa.

Quando tutto sembrava ormai finito, con un pareggio tutto sommato giusto, ci ha pensato però il giovane talento brasiliano Luiz Henrique (leggi qui le pagelle di TMW del Betis) a estrarre il classico coniglio dal cilindro con un golazo di testa sugli sviluppi di un cross dalla sinistra di Rodri. Una beffa amara per i giallorossi, che dopo tre giornate sono solo la terza forza del Gruppo C con tre lunghezze (a -1 dal Ludogorets e già -6 dalla capolista Betis). Perché? Sicuramente per un po' di sfortuna, vedi ad esempio l'infortunio di Celik dopo uno scontro col compagno di squadra Mancini e la prima sostituzione obbligata già al 4', ma anche per quel gioco corale poco fluido che a un anno di distanza resta e, anzi, diventa sempre più un problema.

Se Abraham (leggi qui le pagelle di TMW della Roma), schierato a sorpresa dal 1', non vive il suo momento migliore, dietro a lui Dybala e Zaniolo questa sera hanno finito per pestarsi troppo spesso i piedi. Detto altrimenti: alla Roma manca qualcosa dalla trequarti in su, perché solamente le fiammate individuali (che comunque non sono poche) riescono a fare la differenza. Ha brillato eccome, invece, il fútbol espresso dal Betis di mister Pellegrini, che dinanzi a 60.000 tifosi non ha avuto paura di far girare il pallone (masterclass di Guido Rodriguez) e ha saputo trafiggere i capitolini proprio nei due momenti nevralgici dell'incontro.