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Salerno, quando unita, sa fare la differenza. Iervolino ritrovi passione, azzeri tutto in società e riparta con nuove ambizioni
Oggi alle 00:00Editoriale
di Lorenzo Portanova
per Tuttosalernitana.com

Salerno, quando unita, sa fare la differenza. Iervolino ritrovi passione, azzeri tutto in società e riparta con nuove ambizioni

C’è un filo sottile che lega campo e società, risultati e futuro, entusiasmo e disillusione. La Salernitana ci è finita in mezzo, proprio nel momento decisivo della stagione. Da una parte la rincorsa playoff, tornata improvvisamente viva dopo due vittorie consecutive, dall’altra una situazione societaria ancora avvolta nell’incertezza, con la trattativa per la cessione a Rufini che si è arenata e un futuro tutto da scrivere.

Sul campo, però, qualcosa è cambiato. La squadra ha ritrovato punti, fiducia e anche un’identità più chiara. Il ritorno al terzo posto, a una giornata dalla fine, non è solo un dato numerico, è una posizione che può cambiare completamente il percorso negli spareggi. Arrivare terzi significa saltare due turni (quelli regionali), gestire meglio le energie e avere un vantaggio strategico non indifferente contro quasi tutte le avversarie, tranne le tre classificate al secondo posto e la terza del girone B, il Ravenna, che ha superato abbondantemente la soglia dei 70 punti. In un playoff lungo e logorante, è un dettaglio che può fare la differenza tra restare in corsa o uscire subito.

Ma il vero nodo resta fuori dal campo. La fumata nera nella trattativa con Cristiano Rufini ha riportato tutto in discussione, Danilo Iervolino sembra comunque orientato a cedere, ma i tempi e le modalità restano incerti e intanto cresce una nuova corrente di pensiero, diversa rispetto a qualche settimana: quella di chi spinge per un ripensamento dell'imprenditore campano. Perché il punto è proprio questo, la Salernitana ha alle spalle una proprietà con una forza economica importante, che negli ultimi anni ha investito tanto, sicuramente male affidandosi a persone poco capaci in ambito calcistico, ma comunque con una certa ambizione. L’idea di ripartire da zero, senza garanzie, spaventa tantissimo. Un’alternativa esiste: azzerare, riorganizzare, ripartire con Iervolino al timone. Affidarsi quindi a figure di calcio vere, competenti, capaci di costruire un progetto sostenibile e credibile. Meno improvvisazione, più programmazione, meno promesse, più concretezza.

In questo scenario, la chiave può essere il rapporto con la tifoseria. Gli ultimi segnali vanno in una direzione chiara: meno tensione, più unità. È un capitale che non si può disperdere perché Salerno, quando è unita, sa fare la differenza. Ma serve un passo in più, serve che anche il presidente ritrovi quella spinta emotiva, quella fame, quella passione e voglia di incidere che avevano caratterizzato l’inizio della sua avventura, senza quella, ogni progetto rischia di restare incompiuto. Il campo, intanto, offre un’ultima possibilità, i playoff sono un mondo a parte, dove spesso conta più la testa delle gambe. La Salernitana ci arriva tra mille contraddizioni, ma anche con una nuova consapevolezza e forse è proprio da qui che bisogna ripartire, da un finale che può ancora cambiare tutto dentro e fuori dal campo.