Pagano come Lotito, ora ci dirà che hanno portato anche i palloni
Sarà un caso – e forse non lo è – ma non appena la società ha preso atto del malcontento popolare sfociato nell’esposizione di durissimi striscioni, nella pubblicazione di comunicati di protesta e dalla “minaccia” diserzione, ecco che la società è tornata alla carica per Facundo Lescano. Non sappiamo se l’attaccante alla fine vestirà la maglia granata, né basterebbe per rivedere in positivo tutto quello che abbiamo detto e scritto in questi mesi, ma almeno si dà un segnale di presenza sul mercato dei titolari dopo aver preso calciatori che, nella migliore delle ipotesi, possono ambire al ruolo di riserva. Considerando che conosciamo quanto sia umorale la piazza non ci sorprende leggere il risicato partito dei pro Iervolino che quasi attaccano chi ha civilmente contestato dopo due anni e mezzo di pazienza infinita. Se davvero basta trattare un discreto attaccante di C per accantonare le umiliazioni sportive patite nell’ultimo triennio allora stiamo messi davvero male.
La famosa “piazza patologica” di cui parlava il buon Fulvietto…e quanto aveva ragione! Il mercato, ultimamente, mi entusiasma poco e il sottoscritto, assente per scelta dagli spalti da tempo immemore in segno di dissenso verso la proprietà, preferisce soffermarsi su quanto accaduto in questo giorni. Rispetto per l’amministratore delegato Umberto Pagano, ci mancherebbe, ma leggere di nuovo che Salerno è reduce da fallimenti, ci ha riportato alla mente le bacchettate dell’era Lotito. Ci manca solo che ci dicano di averci comprato i palloni e il quadro sarà completo. Caro Pagano, il vero fallimento è retrocedere due volte a suon di record negativi, spendere tanto per ritrovarsi in C ad attendere lo sconto del Cerignola per Tascone, prendere otto gol a Bergamo, cambiare una decina di allenatori, promettere un rapporto di simbiosi con la piazza salvo poi interrompere ogni contatto con – quasi – tutta la stampa locale e con un pubblico che, nonostante tutto, ha garantito 5300 abbonati, una media di 12mila spettatori per le gare casalinghe e cinque sold out su cinque in trasferta. Ci vuole veramente coraggio a sperare che “Iervolino non perda la pazienza”.
Chieda ai suoi predecessori cosa significhino le contestazioni e prenda atto che Salerno ha dato prova di amore, fedeltà, senso d’appartenenza, civiltà, educazione e correttezza oltre ogni promessa non mantenuta. Perché, al netto di chi concede alibi disquisendo inutilmente e banalmente di politica, i responsabili sono chiari e in tanti continuano a pensare che il vero colpo di mercato sarebbe una nuova società piuttosto che un attaccante che, per dare un segnale, andava preso subito, prima di Siracusa, assieme a un difensore centrale di livello, a un grande centrocampista e a un esterno di destra. Chi è pronto a gioire per l’eventuale arrivo di Lescano ricordi che l’obbligo morale resta quello di riportarla dove è stata presa. In quel caso, forse, potremmo iniziare a pensare alla possibilità di ricucire lo strappo. Non si pecchi ancora di memoria corta, non si vada ancora dietro ai soloni dei social che cambiano idea per mania di protagonismo un giorno sì e l’altro pure senza capire nulla di calcio.






