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Il calcio "nuovo" di Iervolino non funziona: senza fee non si cantano messe
giovedì 30 giugno 2022, 00:00Editoriale
di Roberto Sarrocco
per Tuttosalernitana.com

Il calcio "nuovo" di Iervolino non funziona: senza fee non si cantano messe

Calcio nuovo. Nuovo modo di intendere e di fare calcio. Sono queste le parole utilizzate da patron Iervolino, che senza mezzi termini, ha di fatto stravolto le regole del gioco del calcio, almeno per la Salernitana. Sabatini aveva vedute diverse ed è stato mandato via; Djuric non ha accettato le condizioni rigide e il temporeggiare della società ed ha salutato; probabilmente anche Ederson farà la stessa cosa, rimpinguando le casse granata. Solo su Lassana Coulibaly ha avuto ragione, arrivando ad un accordo di prolungamento fino al 2026, un pò quello che aveva preparato Sabatini prima del suo addio. Ma per il resto? Per il resto il mercato piange. E mentre società meno blasonate e quotate iniziano ad "ufficializzare" i primi nomi (si veda Monza con Cragno, Carboni, Sensi e compagnia), la Salernitana è ferma al palo, figlia probabilmente di un modo di fare mercato diverso dal solito, con gli agenti in seconda linea.

Nel calcio moderno procuratori ed agenti hanno un ruolo primario: i casi Insigne e Dybala sono un esempio. Oggi conta trovare prima l'accordo con l'entourage e cercare di non andarci a scontro, come successo in casa Juventus tra Arrivabene e Antun, e poi trattare con il calciatore. Una "fee" intesa come lauta ricompensa per l'intermediazione può fare la differenza nello sblocco di una trattativa, ma a quanto pare in casa Salernitana non è cosa gradita. Ed allora? Ed allora i calciatori rifiutano, fuorviati e guidati proprio dai loro agenti, come è giusto che sia, e si è costretti ad andare sul mercato estero, dove, almeno per i calciatori non di top club, sono ancora le società titolari dei cartellini e i giocatori stessi a dettare le regole del gioco. Non a caso il primo acquisto potrebbe essere proprio Breton Diaz, che arriverebbe dal Regno Unito dopo una stagione a suon di gol. 

Quale è il rischio? Sicuramente l'adattamento al campionato, telefonare a Mousset per avere una conferma. Pescare dall'estero è un terno al lotto: tanto può andare bene, come nel caso di Ederson, tanto invece può andare male, molto male, come nel caso di Mousset, e perchè no, anche di Mikael. Il presidente, al quale dobbiamo la nostra permanenza in A ma soprattutto la salvezza dal fallimento, ha tutte le ragioni di questo mondo e le buone intenzioni, di voler stravolgere le regole del gioco. Gli è già riuscito nella formazione, con l'università telematica, ma il calcio è un altro business, fatto di variabili completamente diverse e per certi versi imprevedibili. Il tutto con moderazione e soprattutto con gradualità: di mezzo c'è sempre il bene di una città che vive di calcio e vive per il calcio, abituata troppo spesso a delusioni e finte promesse. Non è questo il caso di Danilo Iervolino, ma è il caso di chiedere al patron granata di mettere il bene della Salernitana davanti a tutto, anche ai suoi principi. E se serve darsi un pizzico sulla pancia per portare in granata qualche bel giocatore che lo faccia, Salerno saprà ringraziarlo ed onorarlo, come fatto dal primo giorno della sua presidenza.