Arteta a un tempo dalla Champions: dai borseggiatori ai cani, tutte le stranezze del suo Arsenal
Mikel Arteta è a 45 minuti dal coronare il sogno più grande. Alla Puskas Arena il suo Arsenal conduce infatti per 1-0 sul Paris Saint-Germain all’intervallo della finale di Champions League e vede avvicinarsi un traguardo storico. Un risultato che porta la firma dei campioni biancorossi e del lavoro di un allenatore che negli ultimi anni ha riportato i Gunners nell’élite europea, non solo con idee tattiche brillanti e ottima gestione del gruppo, ma anche grazie a metodi di allenamento decisamente fuori dal comune.
Arrivato all'Arsenal nel 2019, Arteta ha continuamente stupito tifosi e addetti ai lavori con una lunga serie di iniziative originali. Proprio in Champions, alla vigilia della sfida dei quarti di finale con lo Sporting CP, ha fatto per esempio lavorare i suoi giocatori con delle semplici penne a sfera, da mantenere in equilibrio mentre gestivano il pallone. In passato, si era affidato invece a piloti della Royal Air Force per migliorare la comunicazione del gruppo e aveva invitato borseggiatori professionisti a una cena di squadra per insegnare ai suoi a non abbassare mai la guardia. Come dimenticare poi il labrador "Win", diventato una presenza fissa al centro sportivo e laureatosi campione d'Inghilterra insieme a Calafiori e compagni, e la lampadina utilizzata durante un discorso motivazionale per spiegare l’importanza dell’energia collettiva.
Tra cartelli appesi negli spogliatoi, playlist studiate per simulare le atmosfere più ostili, disegni di cuori e cervelli e perfino un ulivo simbolo delle radici dell'Arsenal, Arteta ha costruito un universo tutto suo. Idee che spesso hanno fatto sorridere e generato curiosità, ma che oggi, con la Champions a un passo, sembrano raccontare un allenatore capace di cercare ogni dettaglio possibile per spingere la sua squadra oltre i propri limiti.











