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La bolla speculativa del calcio inglese non sostenibile, i prezzi sono fuori mercato

La bolla speculativa del calcio inglese non sostenibile, i prezzi sono fuori mercato TUTTOmercatoWEB
autore
Redazione TMW
Oggi alle 07:52Serie A
E' il pensiero di Fabio Caressa

"Il mercato inglese è una bolla speculativa ridicola destinata a esplodere entro tre o quattro anni": con queste parole durissime Fabio Caressa, volto simbolo del giornalismo sportivo di Sky Sport, ha scosso il mondo del calcio analizzando le cifre iperboliche della Premier League.
Attraverso i suoi canali social ufficiali e in una serie di approfondimenti economici, il telecronista ha lanciato un severo campanello d'allarme sulla sostenibilità finanziaria del calcio d'oltremanica.

La critica di Caressa si articola su due fronti principali: l'assurdità delle valutazioni dei calciatori e il peso economico che grava sui tifosi attraverso il caro-biglietti.
Calciomercato folle: "Se Gordon vale 80 milioni, quanto valeva Messi da giovane? Un miliardo?"

L'attacco più duro è rivolto alle cifre dei cartellini e agli ingaggi dei calciatori in Inghilterra, definiti "totalmente slegati dalla realtà".
Caressa ha citato casi emblematici per dimostrare l'alterazione del mercato:
Valutazioni gonfiate: Giocatori dal rendimento normale o non eccezionale vengono scambiati regolarmente per cifre che oscillano tra i 130 e i 140 milioni di euro.
Il caso Gordon: Il giornalista ha preso come esempio il trasferimento di Anthony Gordon (pagato circa 80 milioni), definendolo un buon giocatore ma non un fuoriclasse in grado di spostare gli equilibri mondiali.
Il paradosso storico: Caressa ha proposto una provocazione matematica.
Se un calciatore medio oggi costa quasi 100 milioni, quanto sarebbero dovuti costare al loro picco campioni leggendari come Leo Messi o Ronaldo il Fenomeno da giovani?
"Dovrebbero valere un miliardo e mezzo", ha ironizzato, evidenziando il non-senso delle quotazioni attuali.
Secondo il giornalista, questa rincorsa al rialzo non è supportata da una reale crescita del valore tecnico, configurandosi come una vera e propria bolla finanziaria.

La sua profezia è netta: il sistema della Premier League subirà un duro ridimensionamento nel giro di pochissimi anni perché strutturalmente insostenibile.
La macchina da soldi degli stadi: il modello Arsenal e l'impatto sui tifosiIn un'analisi economica più strutturata, Caressa ha spiegato i meccanismi che permettono ai club inglesi di fatturare cifre record e, di conseguenza, alimentare questo circuito di spese folli. Il segreto risiede nella gestione degli stadi di proprietà, capaci di trasformarsi in enormi generatori di cassa.

Prendendo come esempio il passaggio dell'Arsenal dal vecchio Highbury al moderno Emirates Stadium, il giornalista ha evidenziato come i Gunners siano riusciti a far balzare i ricavi da stadio da 44 a ben 90 milioni di sterline in una sola stagione.
Tuttavia, Caressa ha mostrato anche il rovescio della medaglia di questo boom economico:
Prezzi dei biglietti insostenibili: L'impennata dei ricavi è guidata dal continuo aumento del costo dei tagliandi e degli abbonamenti, che allontana progressivamente la classe operaia e i tifosi storici dagli spalti.
Gentrificazione del tifo: Gli stadi moderni si stanno trasformando in hub commerciali d'élite, dove i posti standard vengono ridotti per fare spazio ad aree hospitality e servizi di lusso accessibili solo a un pubblico ad alto reddito o alle aziende.

Conclusioni: un modello da non copiare ciecamente

L'editoriale di Fabio Caressa suona come un monito per tutto il calcio europeo, e in particolare per quello italiano, spesso tentato dall'imitare il modello britannico. Se da un lato la Premier League rappresenta il punto di riferimento globale per ricavi e spettacolarità, dall'altro sta creando un ecosistema elitario che rischia di collassare sotto il peso dei propri eccessi e di perdere il legame più importante: quello con la passione genuina della sua gente.

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