Braida: "Milan in crisi di identità, si riparta dalla storia. Ibra abbia l'umiltà di imparare"
Intervenuto al Festival della Serie A, Ariedo Braida ha parlato della situazione del Milan: "Io sono innamorato del Milan. Il Milan ce l'ho nel cuore e, devo dire la verità, mi viene quasi da piangere a vederlo in questa situazione. Diciamo una cosa: c'è una crisi d'identità. Bisogna ricostruire una storia. La storia è importante, senza quella non c'è futuro. Quindi auguro a chi ha la responsabilità di ricominciare da questo punto. La strada è lunga ma penso che il Milan abbia un passato importante che non si può cancellare".
Cosa le fa più male vedendo oggi la situazione del Milan?
*Quando le cose non vanno bene, i risultati sportivi sono importanti. Anche questa crisi di identità dove non vedo quello che è stato sempre per me il Milan dove c'era un punto di riferimento importante, grande, grandissimo come Silvio Berlusconi e anche Adriano Galliani. Manca qualcosa che debba dare lo slancio al Milan per ripartire".
Cosa farebbe con Leao?
"Non voglio sostituirmi a chi ne ha la responsabilità. Io cerco di fare quello che so fare. Leao comunque ha delle qualità importantissime. E' chiaro che se poi tu non le trasmetti sul campo tutto è vano. Sono tra l'incudine e martello. Giocatori di grandi qualità oggi sono difficili da vedere, lui ha delle grandi qualità però a volte non sono sufficienti".
Cardinale ha detto di non voler Maldini in società perché è un "one man show"?
"Maldini, a cominciare dal papà, ha scritto la storia del Milan. Prima il padre poi Paolo hanno vinto tutte le Champions League del Milan. Non si può non partire dalla storia".
Il ruolo di Ibrahimovic?
"Ibra non si discute, è stato un grande campione. Calcisticamente parlando chapeu. Però a volte deve avere l'umiltà di imparare".






