Braida: "Non sono gli stranieri il problema della Serie A. Servono i Maldini e i Del Piero"
Ariedo Braida, dirigente di lungo corso che oggi ricopre la carica di vicepresidente del Ravenna, in Serie C, nel corso dell'intervista rilasciata al Messaggero Veneto, si è soffermato anche sui problemi denunciati dal calcio italiano di recente, evidenziati con particolare potenza dalla sconfitta ai calci di rigore in Bosnia della nostra Nazionale nello spareggio per qualificarsi ai Mondiali.
Ha detto Braida, parlando della crisi del calcio in Italia e delle possibili soluzioni per ravvivarlo: "Nessuno ha la bacchetta magica, il problema del nostro campionato non sono gli stranieri ma i pochi italiani che giocano. Proporrei una scuola per istruttori di calcio permanente, preparando gli insegnanti a istruire gli allievi. Una base indispensabile, costruendo poi accademie e centri di formazione come proposto dal compianto presidente Tavecchio. Servono idee e uomini di spessore, come ha fatto la FIFA che ha acquisito Arsene Wenger. Ex giocatori di alto livello come Paolo Maldini o Alessandro Del Piero sarebbero dei grandi competenti".
E poi, sul possibile nuovo ct della Nazionale, ruolo per il quale si è nei fatti candidato in autonomia Antonio Conte, conclude Braida: "Non ha bisogno di essere presentato. Tornando da ct farebbe pesare il fatto di essere un allenatore importante e di alto livello".











