Caressa: "Sì a Malagò, no ai giochi politici. Per il ct andiamo da Ancelotti dopo i Mondiali"
Tutto il mondo del calcio italiano si interroga sui motivi della sua crisi e sulle possibili soluzioni per invertire la rotta. Anche il giornalista sportivo Fabio Caressa, intervenuto su Sky Sport, dice la sua: "Una linea di continuità con Gravina non ci deve essere, questo sia chiaro. Massimo rispetto per persone e professionalità, così come per Abete, che però è già stato presidente della Federazione e si è dimesso nel 2014. Chiudere questo cerchio sarebbe paradossale: quando si cerca di andare avanti guardandosi indietro, si sbatte. C'è bisogno di un rinnovamento vero, decidessero come farlo, con calma. Ci sono cose da tenere sott'occhio con la stagione in corso, come per esempio la questione arbitrale. Io un mio candidato ce l'ho, visto il funzionamento e i successi dell'Olimpiade e degli sport italiani, è indubbio che Giovanni Malagò abbia avuto un grande merito nella riuscita di tutto questo. Mi sembra indubbio. La strada più logica è quella: è uomo di sport e sa molto di calcio, ha una grande esperienza e tutto questo non può che portare al suo nome. In passato ci sono stati contrasti con la politica, ma mi pare siano stati superati o comunque appianati".
E ancora, prosegue Caressa illustrando la figura di Malagò: "Ha la forza per fare quelle riforme che non ci sono mai state: questo è il momento in cui le leghe si devono mettere una mano sulla coscienza, non deve essere ricerca di voti ma spinta corale per il cambiamento. Sappiamo dei problemi e che ci sono riforme da fare immediatamente, ci sarà da interloquire necessariamente con la politica. Ma è molto importante che adesso non comincino i giochi politici: uno come Malagò non sarebbe disposto a una manfrina del genere. Ci vorrebbe uno Stato Generale del calcio, per trovare idee concrete. Per esempio come interloquire con l'UE per imporre italiani nelle rose di Serie A, perché non è possibile che ci siano squadre del nostro campionato che non li hanno tra i primi 18 giocatori. E poi l'impiantistica, non solo gli stadi: anche i campetti, liberi, a basso costo, per giocare liberamente senza pagare. Dove abito io ho la fortuna che c'è una parrocchia dove il pomeriggio chi vuole può andarci a giocare. Ho letto cose interessanti, ci sono lavori online di analisi sui sistemi tedesco e spagnolo, visioni completamente diverse dalle nostre. Ma secondo voi è normale che le giovanili possano retrocedere? Lì allora scegli quelli più grossi, per evitare certe problematiche. Mi chiedo che senso abbia il risultato a quell'età? Servirebbero piuttosto voti per le società, quanto stanno producendo e quanto aiuto danno al calcio. Nel 2014 parlavamo delle stesse cose, com'è possibile che non si sia fatto niente? Evidentemente il sistema non ha voluto cambiare".
Caressa chi suggerirebbe come nuovo commissario tecnico dell'Italia? Prosegue e conclude così nelle sue riflessioni: "Sono certo, ci metto due mani sul fuoco, che a fine partita Buffon sia andato dal presidente federale a dirgli che si dimetteva, ma che gli sia stato detto di aspettare per una serie di motivi incomprensibili e sbagliati. Come sono sicuro di Gattuso, che in quel momento soffriva e basta, senza pensare a dimissioni o no: avesse avuto la lucidità lì, lo avrebbe fatto. Io ho in testa il prossimo ct: aspettiamo che finisce il Mondiale e prendiamo Ancelotti. Tanto faremo amichevoli da sparring partner…".











