Cioffi fa cinque punti in tre partite: Pereyra la chiave per l'attacco, ma non è solo quello
Cinque punti in tre partite e quindicesimo posto in classifica, scongiurando un tris tra Monza, Milan e Atalanta. Uno scalpo eccellente, quello dei rossoneri, e due pareggi. Con un po' di amaro in bocca per quello con i bergamaschi, dove l'Udinese di Gabriele Cioffi ha dato il meglio di sé, andando più volte vicino al raddoppio, con l'Atalanta che è stata salvata dal palo di Success sul rigore, poi da Carnesecchi con una mano aperta sul tiro del Tucu Pereyra. Poteva essere due a zero, è arrivato un uno a uno.
Ma cos'è cambiato in casa bianconera? In primis una questione tattica: i due davanti sono ora Success e Pereyra. Pochi punti di riferimento e tanto dinamismo, anche se con qualche gol che probabilmente verrà sacrificato sull'altare di questa evoluzione tattica. Poi anche la ventata di novità ha aiutato: dopo l'esperienza all'Hellas Verona, Cioffi voleva tornare per fare bene. Ha avuto un paio di accorgimenti tattici, cercando di aumentare il ritmo: il centrocampo è rimasto intoccabile, qualche cambio fra difesa e fasce. Insomma, Cioffi ha cercato di ridare motivazioni a un gruppo che nell'ultimo periodo non riusciva a esprimere il proprio gioco.
Le parole colorite di Cioffi sul ritorno a Udine. "Le offerte che ho avuto venivano da Egitto, Indonesia, Ungheria e l’ultima dall’Arabia Saudita, per la quale avrei firmato. Mancavano solo gli ultimi dettagli, ne ho parlato con mia moglie e ci siamo detti che la notte avrebbe portato consiglio. Poi mi ha chiamato l’Udinese. Il mio primo pensiero è stato ‘Che culo'".






