Carrarese, Cioffi dopo il calciomercato: "Rosa profonda, sintonia totale con la società"
Il tecnico della Carrarese, Gabriele Cioffi, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della gara casalinga contro l'Empoli, valida per la terza giornata di Serie B, tra bilancio di mercato, condizione dei singoli e scelte tattiche.
Qual è il suo giudizio finale sulla rosa a livello qualitativo e numerico, ora che il mercato è concluso?
"Sono soddisfatto. A livello numerico abbiamo doppi ruoli da tutte le parti, cioè doppi giocatori per ogni posizione. La sintonia che avevo tante volte conclamato è stata rispettata, quindi è un ringraziamento formale perché non ho mai dubitato e non credo di essere mai passato per frenetico o nel panico. La fiducia totale è prima delle persone e poi del ruolo, quindi un grazie formale, ma che per me era scontato già dal giorno uno".
Contro un avversario di livello come l'Empoli, su quali dettagli ha lavorato per evitare cali di tensione negli ultimi minuti?
"Se ti riferisci ad Ascoli, i cali di tensione sono stati per la mancanza dei doppi ruoli, cioè non avevamo cambi fondamentalmente in certe posizioni e troppi in altre. Era evidente che sul lato sinistro, dove nasce il gol, su Jonas Rouhi il giocatore era stanco. Con i cinque cambi in tutte le posizioni, come avremo da domani, sarà meno complicato".
Avere così tante scelte a disposizione sarà anche più difficile per comporre l'undici titolare?
"Alla fine me lo dicono loro come impostare la formazione, come li vedo in settimana, come li ho visti nella partita prima. Sono un po' vecchio stile da questo punto di vista: nel calcio ci sono delle regole scritte, squadra che fa bene non si cambia. Un giocatore che fa bene è giusto che abbia conferme, e chi sta fuori deve mordere il freno, entrare e fare bene finché non arriva la circostanza che gli dà la maglia da titolare".
Come stanno i giocatori più indietro di condizione, come Vujevic e Rubino? E come pensa possano inserirsi gli ultimi arrivati?
"David Vujevic ha anche un problema suo di riatletizzazione: viene dal Mondiale, fa quattro giorni liberi, riparte in ritiro, si fa male, recupera e la settimana che arriva da noi aveva fatto solo una settimana d'allenamento. Il suo affaticamento muscolare va gestito a livello di riatletizzazione, di lavoro sullo specifico del ruolo, potenza aerobica, forza: è un giocatore con un grandissimo potenziale, ma va portato a regime". Su Tommaso Rubino, tornato in prestito dalla Fiorentina: "È una cosa meno preoccupante di quella che pensavamo, ma è fastidiosa, e specialmente allenandoci sul sintetico dobbiamo prenderci un paio di giorni in più".
Sui nuovi innesti, il tecnico ha passato in rassegna diversi profili.
Su Macchioni: "È un giocatore fisico, alto, veloce, ha un'esuberanza, uno strapotere fisico grandissimo: deve gestire questa esuberanza per diventare un giocatore forte".
Sulla corsia destra, Cioffi ha descritto i tre nuovi arrivi: "Gonçalo Esteves è un vecchio esterno da 4-4-2, ha un grande spunto, ottimo dribbling, un buon piede, strappo nei 30 metri non nei 70: è un giocatore molto offensivo, come tra l'altro Colin Dagba, che ha un trascorso incredibile. Per entrambi il livello di condizione è molto indietro: Dagba è svincolato, e anche se un giocatore ti dice che si allena, fondamentalmente il ritmo non ce l'ha. Nicolò Cudrig a livello fisico è quello più pronto: li vedo tutti e tre come quinti, e Cudrig in emergenza può fare anche la mezzala".
Su Matthias Braunoder: "È un play o una mezzala d'equilibrio, un giocatore estremamente intelligente, ha giocate né lunghe né corte, è tosto, non fisico in termini d'altezza ma roccioso, gli piace avere la palla nei piedi. Anche lui a livello di condizione per i nostri parametri è indietro, perché si è allenato sempre a campo stretto: gli manca molto il campo aperto, ma è un giocatore che un tempo ce l'ha nelle gambe".
Sul reparto offensivo, completato da Luka Topalovic e dal rientrante Bonfanti: "È la ciliegina sulla torta del nostro attacco, abbiamo tutte le caratteristiche coperte, un parco attaccanti che secondo me è forte per la categoria. Abbiamo molte possibilità di esprimerci in maniera diversa, starà a loro tenersi stretta la titolarità".
Che tipo di campionato pensa faranno gli azzurri, reduci dalla vittoria con la Cremonese e dalla sconfitta a Mantova?
"Il campionato che faranno gli azzurri lo sanno loro e il loro allenatore, io mi limito a vedere quello che faranno domani. Sono una squadra che sta bene a livello fisico, con un'impronta di gioco ben determinata in fase di costruzione, molto aggressivi in fase di non possesso: noi li aspettiamo qui belli carichi e troveranno pane per i loro denti".
Quanto può incidere la spinta del pubblico di Carrara per dare continuità al primo punto conquistato ad Ascoli?
"Conta sempre tanto. Noi siamo orgogliosi di rappresentare questa città, non solo questa maglia: quest'anno non ci deve essere un noi squadra e un voi tifosi, perché questa unità nel rappresentare Carrara è quella che deve scendere in campo. Quando mi chiedi quanto sono importanti i tifosi, è come andare a mangiare senza braccia o correre senza gambe: manca sempre un pezzo. Loro ci saranno e noi ci saremo". Sulle restrizioni che impediranno la presenza della tifoseria organizzata, sia della Carrarese che dell'Empoli, il tecnico ha aggiunto: "I tifosi sono un amplificatore emozionale di ciò che la loro squadra rappresenta. Per il resto io faccio l'allenatore, non ho né competenza né strumenti per giudicare, ma di certo manca una parte dello show".
Sta valutando di cambiare sistema di gioco in base alle caratteristiche dei nuovi giocatori?
"La squadra è costruita nei ruoli e nelle posizioni per un 3-5-2. Ma nel calcio ora non ci sono più moduli, c'è spazio da difendere e spazio da attaccare. Come avrete visto, con il Mantova si è praticamente giocato un 4-4-2, con l'Ascoli abbiamo alternato un 3-4-2-1 a un 4-4-2, quindi possesso, non possesso, idee di gioco diverse a seconda dello spazio. Giornalisticamente parlando, il 3-5-2 verrà comunque rispettato".






