Condò: "Da Leao e Koopmeiners a Frattesi, ecco i talenti di Serie A da non svendere"
Paolo Condò, nel suo editoriale sul Corriere della Sera, fotografa con lucidità lo stato attuale della Serie A, partendo da una provocazione costruita attorno a una formazione composta da ex giocatori transitati dal campionato italiano e oggi protagonisti in Champions League.
“Musso, Molina, Rudiger, Marquinhos, Calafiori, Fabian Ruiz, Hjulmand, Hakimi, Brahim Diaz, Kvaratskhelia e Lookman”, scrive il giornalista, spiegando come questa squadra “guadagnerebbe il posto Champions senza grandi problemi”. E aggiunge: “Con Osimhen, Kolo Muani, Donnarumma, Tonali e Reijnders potrebbe perfino puntare allo scudetto”.
Il punto centrale dell’analisi riguarda però il ruolo assunto dal calcio italiano: “La Serie A è diventata un campionato di formazione. Svezza i giocatori per poi venderli ai club dei Paesi più facoltosi”. Secondo Condò, gli scout italiani continuano comunque a lavorare bene: “I nostri osservatori non hanno perso l’occhio”.
Da qui parte anche una riflessione sul mercato imminente. Per Condò, l’Inter dovrebbe “resistere alle tentazioni di plusvalenza per Thuram”, mentre “Frattesi vale, ma non all’Inter”. Sul Napoli, il focus è su Hojlund e Alisson Santos, definiti “riscatti costosi ma irrinunciabili”, con Lobotka che “a 31 anni potrebbe vivere l’ultima estate utile per ricavarne qualcosa”.
Capitolo Juventus: “Gli ultimi tre mercati sono stati sbagliati”. Koopmeiners, secondo Condò, “va ceduto perché la maglia evidentemente gli pesa troppo”, ma senza svenderlo. Discorso simile per Leao: “Al Milan è ormai bruciato, eppure mantiene un potenziale inesploso”.











