Costacurta si emoziona: "Baresi si gioca il titolo di milanista più grande con Paolo Maldini"
L'ex difensore Alessandro 'Billy' Costacurta si è unito al ricordo e al cordoglio per la scomparsa di Franco Baresi, storico ex capitano del Milan, a 66 anni. Ha detto a Sky Sport: "Per me e credo per tutti i difensori italiani di quel periodo, che hanno fatto la storia e sono diventati simbolo di attitudine e concentrazione, è stato il maestro. Lui e Gaetano Scirea sono stati due esempi per tutti noi, lasciando una traccia che per me sarà indelebile. I movimenti che faceva e che ci insegnava rimarranno nella storia. Dopo Paolo Maldini penso sia stato il difensore più forte al mondo e un impegno che dobbiamo avere noi, che abbiamo giocato con lui, è di continuare a far parlare di Baresi e di ciò che ci ha insegnato".
Lei ha detto spesso che è come aver giocato con Michael Jordan.
"Era un giocatore moderno quarant'anni fa. Bravo in impostazione e glaciale, concentrato e incredibilmente forte in fase difensiva. Rubava palla e anticipava con voracità, quasi in modo animalesco. Impressionante come coinvolgesse la squadra in queste cavalcate nel campo avversario. Il suo sport preferito era cercare di conquistarsi gli applausi degli spalti avversari. Il suo Milan non aveva ancora le spalle grosse e i campioni di cui ha potuto godere Maldini, Franco era il pezzo più importante di un Milan entrato nella storia. Un signore che aveva valori e qualità che hanno permesso che a noi arrivassero vittorie e trofei".
C'è un Milan prima e dopo Baresi?
"Franco probabilmente è il più grande milanista, è una bellissima gara tra lui e Paolo Maldini. Ha portato la maglia del Milan anche in Serie B, per riportarla su, e grazie a determinazione feroce e disciplina abbiamo avuto tutti insieme la fortuna e la bravura di festeggiare serate come quelle della Coppa dei Campioni".
Cosa rimane oggi?
"Sto girando per le scuole e non tanti conoscono Baresi: è compito nostro che il suo nome splenda ancora. Di Franco si è detto tutto, ma ricordo che fino al 1993, o al '94, eravamo sì legati ma non avevamo ancora rotto gli argini dell'amicizia. Lì ci prendono per una pubblicità, e lì ci siamo fatti delle risate… Lì secondo me è nata quell'unione, abbiamo rotto quel minimo di tabù che ancora c'era".
Lo avrebbe meritato un Pallone d'Oro?
"Sì, sicuramente. Lui come Paolo Maldini, Pirlo, Seedorf: tutti miei compagni che se lo sarebbero meritato. Franco è stato per quindici anni l'emblema della squadra più forte al mondo ed è incredibile non abbia vinto. Solo che come concorrenti aveva anche i suoi compagni di squadra. Mi è sempre sembrata un'ingiustizia".
Quali sono stati i migliori insegnamenti?
"A livello tecnico mi fece capire che era importante sì guardare l'avversario, ma anche chi potesse dargli la palla. Fuori dal campo invece mi diceva solo di riuscire a dormire e l'ho preso molto seriamente: credo facesse del sonno una delle sue armi. Io, che ero nottambulo, dopo averlo conosciuto ho seguito il suo consiglio".






