Crisi di talenti in Italia? L'ex Anderlecht Sarcì: "No, il problema è la formazione"
Nel corso dell'intervista rilasciata a TuttoMercatoWeb.com, Massimo Sarcì ha parlato della crisi di talenti in Italia. Sarci è un metodologo, che nel corso della sua carriera ha ricoperto posizioni importanti all’interno del settore giovanile dell’Anderlecht, con cui ha contribuito a lanciare e valorizzare giocatori del calibro di Dennis Praet e Jordan Lukaku, fratello di Romelu, oltre che Romelu stesso.
Tornando al calcio italiano: cosa la fa arrabbiare in questa situazione?
"Il fatto che queste cose si capivano 15-18 anni fa, dicevo già allora queste cose visto che ho lavorato in giro per il mondo. Parlando della formazione dei ragazzi qualcuno mi additava come uno che esagerava. La cosa brutta è che si ricomincia all'indomani come se niente fosse. Non cambia niente. E credetemi che all'estero dopo un fallimento del genere arrivano riforme a tutto tondo. Noi riusciamo a rimanere immobili anche ora".
Vede un problema anche di personalità dei giocatori, più che tecnico?
"Mi concentrerei sul problema di formazione: noi tiriamo su giocatori fragili e non di primo livello. La formazione comprende anche il fatto di badare a questi aspetti. Ma non significa che non abbiamo istruttori bravi, semplicemente manca chi decida e crei le strutture adeguate. Puoi mettere Ancelotti, Lippi, Montella, Spalletti, Allegri o Conte, ma se i giocatori non sono formati adeguatamente non cambierà niente".
Si parla anche di un problema generazionale di talenti.
"Non è vero. La Spagna ha avuto un momento di calo, ma poi ha ripreso a macinare. Non si ferma da 20 anni. Il Belgio stesso: dopo la generazione dei Kompany e Lukaku è arrivata quella attuale. Quindi non è un fatto generazionale, ma di lavoro".






