Cucurella e la mano davanti alla bocca nel diverbio con Bisseck: perché non è stato espulso
Un acceso dialogo con Yann Bisseck e la mano davanti alla bocca, per qualche secondo, a coprire qualche parola di troppo. Marc Cucurella ha fatto - di nuovo - parlare di sé per il gesto che, per esempio, è costato una lunga squalifica a Prestianni. Il laterale spagnolo del Real Madrid, però, non è stato espulso, nonostante le recenti novità arbitrali, e non c’è nulla di strano.
Al massimo giallo
In estate, a partire dal Mondiale, IFAB e FIFA hanno infatti introdotto la possibilità di espellere, anche con l’ausilio del VAR, il giocatore che si metta la mano davanti alla bocca per insultare o provocare l’avversario. Basta il gesto, ma la novità è del tutto opzionale: le competizioni che vogliono accoglierla possono farlo, ma non sono obbligate. È questa la strada scelta dalla UEFA, come pure dalla Serie A o dalla Liga: nessuno di questi soggetti ha introdotto il rosso automatico, lasciando all’arbitro la valutazione del comportamento, con la possibilità, al limite - in assenza di insulti acclarati -, di ammonire il diretto interessato. Cosa che, per la cronaca, non è nemmeno avvenuta nel caso di Cucurella.
Il precedente con Messi
Il terzino del Real Madrid era stato peraltro protagonista di un episodio del genere, proprio al Mondiale - dove il rosso automatico era invece in vigore -, quando si è coperto la bocca durante la finale con l’Argentina. Il gesto era però durato una frazione di secondo, ed era evidente che in realtà non si stesse coprendo per nascondere insulti o provocazioni: furono infatti inutili le richieste di un cartellino che Lionel Messi fece all’arbitro.






