Da Frosinone al Venezia, passando per San Siro: Gyasi è l’uomo della storia dello Spezia
Quando segni il gol che per la prima volta porta in Serie A una squadra con una storia più che centenaria è chiaro che il tuo nome rimarrà immortale per quel club, per quella città, per quei colori. Ma Emmanuel Gyasi per lo Spezia è ed è stato molto di più ed è diventato l'uomo della storia del club spezzino, capace di raggiungere vette difficili anche solo da immaginare fino a pochi anni fa. Palermitano con origini ghanesi, Gyasi arriva allo Spezia nel 2018, senza probabilmente aspettarsi che il passaggio in Liguria gli avrebbe cambiato la vita. In poco tempo diventa uno dei simboli della squadra bianca, arrivando a segnare - contro il Frosinone - la rete che varrà la Serie A per gli spezzini, nei playoff dell'agosto 2020. Quello che sembra essere uno dei momenti più alti di una carriera, diventa solo un rito di passaggio per l'esterno ghanese, che di lì in avanti accompagnerà il suo nome a tutte le imprese più alte della squadra ligure.
L'insostituibile di Thiago Motta
D'altronde se un allenatore che da giocatore ha vinto tutto ti innalza ad insostituibile un motivo ci sarà. Gyasi è l'uomo di cui Thiago Motta non può fare a meno, e più volte il tecnico spezzino lo ha fatto notare in conferenza stampa. "Manu è un esempio per tutti, anche per me", ha detto dopo l'ultima partita l'allenatore dei liguri, che di Gyasi davvero non può fare a meno. Quest'anno lo ha schierato sempre, anche in posizioni impensabili: ha fatto il terzino contro la Salernitana, ha giocato mezzala, ha fatto l'esterno e anche la punta, ma sempre con il solito atteggiamento, che lo ha portato ad essere una delle sorprese più belle del campionato. Gyasi ha saputo costruirsi un ruolo fondamentale attraverso l'etica del lavoro, del sacrificio, dando l'anima in campo e venendo ripagato, anche grazie a freddezza e grande lucidità: nel momento del bisogno, Gyasi non trema.
L'urlo di San Siro, la gioia contro il Venezia: l'uomo della storia
E 'Manu' non ha tremato nemmeno a San Siro, in quel caotico finale contro il Milan. Il gol segnato al minuto 94, che ha portato i tre punti allo Spezia nella Scala del Calcio è entrato di diritto negli highlights della storia del club ligure. Così, come sempre al minuto 94, nello scorso week-end il ghanese ha rotto l'equilibrio della partita contro il Venezia, affondando i lagunari e certificando - scongiuri a parte - la salvezza dello Spezia, quasi impronosticabile ai blocchi di partenza. Grazie a quel gol, lo Spezia ha raggiunto la nona vittoria in campionato, tante quante quelle ottenute l'anno scorso sotto la gestione Vincenzo Italiano, l'uomo che ha svoltato la carriera di Gyasi, prima che Thiago Motta lo modellasse definitivamente a leader tuttofare. Un percorso che, a ventotto anni, ha permesso al ghanese di raggiungere una grande maturità e che potrebbe portarlo lontano da La Spezia in estate, nonostante il rinnovo firmato poco più di un mese fa. Discorsi prematuri, ma nel frattempo la piazza si gode Gyasi, l'uomo della storia, pronto a superare altri limiti e a portare lo Spezia sempre più in alto.






