Da Talles Magno a Velasco, da Almada a Brenner: ora i talenti sudamericani preferiscono la MLS
Comprare, valorizzare, vendere. E intanto crescere, verticalmente, come nessuna altra lega al mondo. La Major League Soccer ha imparato la lezione del passato. Ha scelto di limitare al massimo l'arrivo di vecchi senatori sul viale del tramonto e in ogni caso, anche in questi casi, li ha messi alla prova e pure a loro non ha fatto sconti. Hai le motivazioni e la voglia di Wayne Rooney o di Zlatan Ibrahimovic? Diventi una star, che sia a Washington o a Los Angeles. Non riesci più a stare al passo? Anche Andrea Pirlo finì in panchina nella Grande Mela e pure David Villa e non soltanto. Lorenzo Insigne è un discorso ben più che a parte, visto che è nel pieno della maturità ed è un acquisto fuori dalle regole, eccezione che le conferma, ma che va pure a essere un'icona per Toronto, ovvero la città più italiana di tutto il Canada.
Filo diretto coi migliori talenti argentini
Il flusso di talenti col Sudamerica dimostra che la MLS è diventata un punto di riferimento per i giocatori argentini e brasiliani. L'acquisto più caro di sempre, 14,5 milioni di euro per Thiago Almada dal Velez Sarsfield all'Atlanta United, lo dimostra. Pochi giorni prima, anche FC Dallas ha superato i propri record con i 6,3 milioni di euro per l'esterno sinistro diciannovenen Alan Velasco dall'Argentinos Jrs. Due che pochi anni fa mai sarebbero sbarcati negli States, due pronti per la Spagna, per il Portogallo, magari per l'Italia. Invece, solo in questa sessione, anche Federico Navarro ha lasciato il Talleres per andare a Chicago e David Ayala è passato dall'Estudiantes a Portland. Non sembra finita ma la stagione scorsa, per esempio, per un totale di 31,5 milioni di euro, sono ben 15 i giocatori passati dalla Superliga alla MLS tra cui Marcelino Moreno, Santiago Sosa, Franco Ibarra e Alan Franco, tutti ad Atlanta, Emanuel Reynos e Franco Fragapane a Minnesota, Tomas Pochettino e Cecilio Dominguez ad Austin. Almada ha rotto un record di spesa che durava da tempo, anche per gli argentini: sotto di lui c'è, sempre per Atlanta, Gonzalo Martinez dal River al club texano che ha preso negli anni anche Esequiel Barco (ora rientrato ai Millonarios), Matias Pellegrini e Miguel Almiron.
Un riferimento per i colombiani
Prima di adesso, i colombiani avevano Portogallo, Spagna e Italia come destinazioni favorite. Adesso, anche per questioni territoriali (sono acquistati da club di stati con maggioranza latina tra gli spalti), vanno in MLS. Qualche esempio, solo dall'ultima sessione in corso: dalla Liga Dimayor sono andati negli States ben cinque calciatori: Santiago Moreno, dall'America de Cali a Portland (2,5 milioni), Emerson Rodriguez dai Millonarios all'Inter Miami (2,45 milioni), Cristian Arango anche lui dai Millonarios a LAFC (2,3 milioni), Jhojan Valencia ad Austin dal Deportivo Cali (1,4 milioni) e Jhon Duran a Chicago dall'Envigado. 66, in tutto, nella storia, i passatti dalla Colombia agli States, ma i tre più costosi sono in questa stagione, che vanno a superare Deiber Caicedo passato a Vancouver un anno fa.
Anche i brasiliani iniziano a scegliere la MLS
La notizia più importante è stata un anno fa quando Talles Magno ha lasciato il Vasco da Gama per andare nella galassia del City Football Group al NYCFC. Un colpo da novanta, in questa sessione per adesso tutti acquisti minori ma incuriosisce l'arrivo per poco più di un milione e mezzo di Vinicius Mello a Charlotte. Un anno fa il grande colpo lo ha fatto Cincinnati con Brenner in attacco. Quello statunitense, però, non è ancora un fronte aperto come per gli argentini, anche per la questione linguistica: la presenza di tanti latini nel Sud degli States, fa propendere società come Atlanta, Austin e Miami per calciatori di lingua ispanica anche per ambientamento e presa tra il pubblico. Per questo i calciatori brasiliani, per adesso, non hanno una dislocazione 'standard' ma sono acquistati in base al talento e a prescindere dallo Stato americano.
L'Uruguay riapre la frontiera. E la MLS piace a tutti i sudamericani
Quella Celeste è di fatto una terra 'lontana' dagli States, anche per cultura e mentalità. Si avvicina molto di più all'Europa e per questo non sono frequenti i trasferimenti dal campionato uruguaiano a quello a stelle e strisce. Il record di spesa era di ben 10,5 milioni, per Brian Rodriguez a LAFC (al secondo ancora la seconda squadra californiana con Diego Rossi ma ben cinque anni fa). In questa sessione la frontiera si è riaperta, grazie a Orlando: due i colpi piazzati, uno tra i più costosi col talento ventunenne Facundo Torres per 6,8 milioni al Penarol. La MLS inizia comunque a diventare un campionato di riferimento per tanti sudamericani: dal Paraguay è andato a Houston per quasi 4 milioni Sebastian Ferreira e un anno fa, per 3,7, Erik Lopez ad Atlanta. Tutti giovanissimi (come Josué Colman ad Orlando, diciannove anni, Rodney Redes ad Austin, venti, Jesus Medina ai NYCFC, venti). Un salto in Ecuador: ben tre affari per un giro di oltre 5 milioni in questa sessione, da Jordy Alcivar a Charlotte (ventidue anni), Pedro Vite a Vancouver (diciannove anni), Gustavo Vallecilla a Cincinnati (ventidue anni).











