Da zona Cesarini a zona Pavoletti. E il Cagliari con Ranieri sa come ribaltare le partite
Un tempo era la zona Cesarini, da oggi potete anche iniziare a chiamarla zona Leonardo Pavoletti. Come ormai sa fare meglio di chiunque altro (gli scettici riguardino quanto accaduto nella finale playoff contro il Bari), il veterano dell'attacco sardo ha tolto le castagne dal fuoco più di una volta al suo allenatore, per il quale ormai è un po' un'arma segreta.
Un dato che lo riguarda è impressionante: nell'ultimo anno cinque dei sei gol segnati da Pavoletti sono arrivati in pieno recupero. Ma è un vizio che va oltre i dodici mesi passati, già nel 2017/18 per esempio il Benevento aveva saggiato cosa volesse dire essere puniti oltre il novantesimo dalla prima punta livornese.
Il suo stesso allenatore Claudio Ranieri ha una dote che molti colleghi, specie i più giovani e in rampa di lancio, gli invidiano: la capacità di saper incidere con i cambi e di mutare volto alle partite, innescando le rimonte del suo Cagliari. Lo sa bene per esempio il Parma, eliminato dalla semifinale playoff della scorsa Serie B proprio da una rimonta dei sardi nella partita d'andata, o ancora meglio il Frosinone, ribaltato in una partita al limite dell'incredibile. Al 72' era 0-3 per i ciociari, al triplice fischio fu un clamoroso 4-3 sardo. E chi volete che avesse segnato gli ultimi due gol, uno al 94' e l'altro al 96', se non Pavoloso?






