Derby con saluti? 66 gol dopo, domenica può essere l’ultima di Vlahovic con la Juventus
Da campione, nei numeri di Dusan Vlahovic con la Juventus, c’è quasi esclusivamente il prezzo a cui è stato acquistato: 80 milioni di euro, bonus compresi, per convincere la Fiorentina a privarsi del suo cannoniere a gennaio 2022. Un investimento all’epoca dovuto alla necessità di centrare la qualificazione alla Champions League, e corredato da un contratto a dir poco sontuoso: ingaggio a salire, fino a 12 milioni di euro attuali. Un capestro per i conti bianconeri, su cui pesa anche - come se fosse la chiusura del cerchio - la forte possibilità di non centrare il traguardo dell’Europa che conta al termine di questa stagione.
In campo, il serbo non ha sempre risposto alle aspettative. Freddi numeri alla mano, in verità, il bilancio non sarebbe nemmeno disastroso: 66 gol in 167 partite. Nei tre campionati precedenti, Vlahovic è sempre andato in doppia cifra, ed è uno dei dieci migliori marcatori nei top 5 campionati nell’ultimo lustro. Poi, però, c’è il peso di quei gol: nei momenti di maggiore difficoltà, la Juventus non si è mai potuta aggrappare a Dusan. Più delle reti, gli è mancata la leadership, il salto di qualità che quell’investimento rendeva quasi inevitabile.
Adesso, un derby per salutarsi. Forse: il contratto è in scadenza, nelle mille valutazioni di casa Juventus finisce inevitabilmente anche Vlahovic. La crisi di fine campionato apre le porte a qualsiasi scenario: Damien Comolli è sull’uscio, Luciano Spalletti è fresco di rinnovo ma potrebbe essere il primo a ripensarci. In caso contrario, il tecnico toscano punterebbe volentieri su Vlahovic, che ha quasi sempre schierato da titolare quando disponibile. Lo stesso Dusan, con cui non è semplice trattare, non vede esattamente la fila alla porta: ci pensano in tanti, non affonda nessuno. Il Milan resta una possibilità, ma la galassia rossonera è ancora più nebulosa di quella bianconera. Così, il punto interrogativo, in vista del derby di Torino all’ultima giornata di campionato, resta d’obbligo: saluterà la Juventus, o no? È un enigma, del resto, tutta la sua avventura bianconera.











