Cobolli Gigli: "Molto stupito dal -15 Juve, sorgono dubbi. Spero nel CONI"
La Juventus, in uno scenario complicato dai pronunciamenti della giustizia sportiva già arrivati o in arrivo, inizia anche il suo cammino nelle fasi a eliminazione diretta di Europa League contro il Nantes giovedì. Abbiamo tracciato un punto della situazione in esclusiva, provando anche a proiettarci al futuro, con l'ex presidente juventino Giovanni Cobolli Gigli, ripartendo dalla vittoria sulla Fiorentina di domenica: "Basta per un sospiro di sollievo. Questo campionato è ancora più sofferto di uno normale: è stato modificato dalla penalizzazione. Sarebbe meglio che le sanzioni arrivassero o all'inizio o alla fine, riceverle adesso è un grosso problema. La situazione è ancora più difficile rispetto a Calciopoli. Si trovavano in corsa per l'obiettivo Champions e tutto d'un colpo arriva la mazzata in testa ai giocatori, che non c'entravano nulla. Con Calciopoli si è avuto il tempo di fare una squadra che sapeva di ripartire dalla B".
Ha timori sugli sviluppi della situazione giudiziaria?
"C'è il discorso stipendi ancora tutto da iniziare, ma mi pare che la Juventus porti avanti un ragionamento di logiche di bilancio. Mi auguro si possa ottenere qualcosa dal CONI. O l'annullamento dei 15 punti o rimandare la questione di nuovo alla Corte Federale, ricominciando da capo. Sono rimasto molto stupito del fatto che un procuratore abbia chiesto una certa penalizzazione e alla fine siano stati inflitti due volte i punti. Qualche dubbio sorge e poi c'è il problema che le intercettazioni diventano pubbliche solo per alcuni pezzetti, questo fatto è gravissimo. Non riguarda soltanto la Juventus ma tutto il sistema italiano: questi spezzoni che sfuggono al controllo creano nell'opinione pubblica una sensazione di colpevolezza. Una lettura più globale magari dà un'altra idea".
Che ne pensa delle polemiche sul pm Santoriello e sul membro della corte giudicante, dimissionario, Sandulli?
"Ogni persona ha il diritto di avere i propri sentimenti e di tifare per una squadra di calcio piuttosto che un'altra. Lo stesso vale per giudici e magistrati. L'errore grosso è farsi scappare i sentimenti che si hanno nei confronti di una squadra di calcio o della Juventus come avversaria. Non è un atteggiamento deontologico, giusto che i magistrati che si sono pronunciati in un certo senso abbiano avuto la dignità di ritirarsi. Si alimentano sennò dubbi sulla qualità dei giudizi".
E del caso Pogba?
"Dare giudizi adesso è facile, ma nel momento in cui ha fatto le visite mediche forse, e dico forse perché non lo so, si poteva evidenziare che avesse problematiche col menisco. Ha deciso di affidarsi a uno stregone senza operarsi subito: forse i dirigenti non sono stati in grado di spiegargli che era molto più opportuno non ritardare l'operazione di un mese mezzo o due. Ora risulta un acquisto sbagliato ma è facile dirlo adesso... Di certo è un costo senza ritorno, salvo che non siano state stipulate particolari polizze assicurative. Ad esempio ai miei tempi la società era coperta dalle assenze di alcuni giocatori, magari c'è anche su Pogba. Così si allevierebbe comunque un costo ma non il danno".
Vede un Allegri diverso, più in difesa della squadra?
"Sta vivendo un momento più complicato persino dei giocatori. Deve ristabilire armonia nella squadra e trovare il modo di farli rendere senza che pensino al loro futuro. È sottoposto a una pressione particolarmente forte: è stato sempre capace di camuffare le proprie passioni, con la Fiorentina si è visto qualche smottamento quando ha invitato un tifoso a stare zitto, cosa che forse normalmente non avrebbe fatto. Non si può essere perfetti, mi sembra cerchi di fare il meglio possibile per tenere i giocatori concentrati. Certi scivoloni sono inspiegabili per me tifoso, si figuri quanto lo sono per lui... Qualche responsabilità l'avrà anche lui ma chissà che dispiacere".
Crede ci sia bisogno di nuove figure come Del Piero nella dirigenza bianconera?
"Lo vedrei benissimo al posto che era prima di Nedved. Però gli suggerirei però di capire bene prima il futuro della Juventus. Io lo vedrei benissimo ma ancora non è tempo perché CdA e presidente prendano questo tipo di decisioni. Prima c'è da capire come finirà la fase processuale. Poi ci sarà bisogno di una persona che abbia maturità ed equilibrio per diventare la voce della Juventus. Nella mia testa Del Piero è la figura migliore".
C'è qualche nome in particolare che vedrebbe bene nella Juventus del futuro?
"Quando andammo in Serie B, per merito di Blanc avemmo la fortuna di prendere Deschamps che fece un ottimo lavoro. Era preparato e aveva spirito juventino oltre che atteggiamento correttamente distaccato sui temi che potevano implicare la squadra. Se Allegri dovesse lasciare, indicherei una figura come la sua. Magari lo stesso Deschamps che al tempo mi confermò al telefono di voler rimanere".
Ora il Nantes in Europa League. Possono aprirsi nuove prospettive?
"Più che mai serve competitività in Europa. Veniamo dal ko di Tel Aviv che ha chiuso in maniera molto negativa la Champions. In Europa League ci sono avversari agguerriti ma la Juventus deve cercare di vincerla, sarebbe una possibile soluzione ai problemi futuri di penalizzazione, tornando così ugualmente in orbita Champions. Questo in una visione ottimistica, da tifoso. Sento molto le partite della Juve e quando scopro che ha vinto, con un misero 1-0 sulla Fiorentina e patemi d'animo, mi cambia l'umore. Non mi vergogno di dirlo, tifo".






