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Leggenda e destino: Baresi e il numero 6, un cerchio chiuso in modo inevitabile

Leggenda e destino: Baresi e il numero 6, un cerchio chiuso in modo inevitabile TUTTOmercatoWEB
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
Michele Pavese
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Michele Pavese
Oggi alle 09:51Serie A
La morte dello storico capitano del Milan e della nazionale italiana e quel numero ricorrente, che ne ha segnato l'intera esistenza

Il destino, a volte, sembra scrivere le proprie pagine con una precisione quasi inspiegabile: Franco Baresi ci lascia a 66 anni, due volte sei. Quasi una firma finale, un cerchio che si chiude nel modo più simbolico possibile attorno a quel numero che non è mai stato soltanto una maglia, ma un'identità, una filosofia, un modo di vivere il calcio. Un numero che ha assunto il volto, lo stile e l'anima del capitano rossonero.

Il 6 rappresenta equilibrio, ordine, protezione. È il numero di chi sta dietro ma guida tutti, di chi non cerca la luce ma finisce inevitabilmente per conquistarla. È l'uomo che osserva prima degli altri, che anticipa il pericolo, che dà sicurezza a chi gli sta davanti e dietro. Ed è esattamente ciò che è stato Baresi. Con lui il ruolo del difensore è cambiato per sempre: ha trasformato la marcatura in intelligenza, il contrasto in eleganza, la fase difensiva in una forma d'arte. il fuorigioco in un'arma micidiale. Non era solo un calciatore che impediva agli avversari di segnare: era colui che iniziava il gioco, che comandava la squadra, che dettava i tempi con una naturalezza unica.

Fedeltà e appartenenza

Ma il numero 6 di Baresi non racconta soltanto la classe. Racconta soprattutto la fedeltà e l'appartenenza. È rimasto al Milan, la sua famiglia, anche nei momenti più difficili, quando la società precipitò in Serie B, scegliendo di condividere il dolore prima di vivere la gloria, di metterci sempre la faccia. È diventato il cuore di una squadra leggendaria, il capitano capace di guidarla verso i trionfi irripetibili di un'epoca irripetibile. E con la maglia della Nazionale è stato altrettanto: campione del mondo nel 1982, anche se nell'immaginario collettivo resterà sempre Pasadena, quando dopo un intervento al menisco fece di tutto per esserci nella finale mondiale. Una rincorsa contro il tempo, una lotta contro la scienza, una partita giocata da gigante e poi quel rigore finito alto. Ma anche quella pagina amara non ha fatto altro che rendere ancora più grande la sua leggenda.

Sei immortale

Franco Baresi è stato definito dalla sua grandezza, dalla sua eleganza, dalla sua capacità di rappresentare un calcio fatto di valori che oggi sembrano lontani. L'anima di un calcio che non esiste più. Sessantasei anni, due volte il numero 6, per ricordarci che certe icone non appartengono soltanto alla storia di una squadra, ma sono di tutti. Franco Baresi non ha semplicemente indossato il numero 6. Lo ha reso immortale.

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