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Gravina attacca la Fifa: "Infantino sembra il Marchese del Grillo, il calcio non è cosa sua"

Gravina attacca la Fifa: "Infantino sembra il Marchese del Grillo, il calcio non è cosa sua" TUTTOmercatoWEB
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Pierpaolo Matrone
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Pierpaolo Matrone
Oggi alle 11:05Serie A
Gabriele Gravina critica duramente il progetto della FIFA di cedere una quota del proprio business a investitori privati.

Il progetto della FIFA di aprire il proprio business a investitori privati continua a provocare reazioni nel mondo del calcio. Tra le voci più critiche c'è quella di Gabriele Gravina, vicepresidente della UEFA, che ha espresso a La Repubblica tutta la propria contrarietà all'ipotesi di una cessione di quote del business della federazione internazionale, parlando di un'iniziativa che rischia di snaturare il calcio.

"Il calcio non appartiene a Infantino"

Gravina punta il dito soprattutto contro il metodo con cui sarebbe nata l'operazione: "È un progetto di cui si è saputo dalla stampa internazionale, senza che la FIFA ne avesse parlato con nessuno. Questo non è davvero accettabile. Il calcio non è solo business". Poi l'affondo nei confronti del presidente Gianni Infantino: "Il calcio non è di Infantino, o di chi ricopre ruoli al vertice delle istituzioni. L'arroganza di assegnare a se stesso un potere che non esiste o la proprietà del pallone non è più accettabile". Per Gravina, inoltre, il piano ricorda da vicino quello della Superlega: "L'idea è la stessa, ma su scala mondiale. È persino peggio: si sta vendendo il calcio. Ma il calcio non è un bene privato che puoi cedere al miglior offerente".

"Serve rispetto per il calcio e per i tifosi"

Secondo il vicepresidente UEFA, le federazioni hanno bisogno soprattutto di rispetto e non soltanto di maggiori ricavi economici: "Il calcio, le federazioni, più che dei soldi hanno bisogno di rispetto. Rispetto per le regole, per i tifosi, per gli atleti e per lo sport". Gravina ha poi criticato anche la crescente influenza della politica nella governance calcistica e il modello economico degli ultimi Mondiali: "C’è una frattura con la gente. L’atteggiamento da Marchese del Grillo non è più accettabile: siamo custodi di un bene popolare, di una passione che va custodita e alimentata. Non si può più negoziare con la passione dei tifosi, che ora è mortificata dall’idea di chi studia con gli algoritmi come fare più soldi".

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