Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club

Il big match e la tentazione da evitare. Per l'Inter è molto più importante la Salernitana della Juve

Il big match e la tentazione da evitare. Per l'Inter è molto più importante la Salernitana della Juve TUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Ivan Cardia
autore
Ivan Cardia
martedì 4 aprile 2023, 08:00Serie A

Premessa doverosa: nessuno sostiene che l'Inter possa, o tantomeno debba, snobbare l'impegno con la Juventus. Figuriamoci consapevolmente. Troppe sono le ragioni per caricare la gara di questa sera di significati. Se non bastasse la storia del derby d'Italia, potremmo aggiungere le due sconfitte rimediate dai nerazzurri in questa stagione contro la Vecchia Signora, che non fanno felice nessuno. La Coppa Italia, Simone Inzaghi docet, è un trofeo che fa sempre piacere vincere, tanto più che arrivare in finale garantirebbe la partecipazione alla prossima Supercoppa, altra competizione gradita al tecnico piacentino. Ultimo non ultimo, è anche e soprattutto una questione di umore: quello nerazzurro è a terra, una vittoria nel secondo impegno di un aprile da cuori forti lo risolleverebbe, una sconfitta alzerebbe soltanto la soglia dell'attenzione. E avvicinerebbe di qualche minuto alla mezzanotte le lancette dell'orologio interista.

Ma la Salernitana è più importante della Juve. È il paradosso a cui è arrivata la stagione dell'Inter. Stasera c'è in palio mezza semifinale, sabato si correrà per una grossa fetta della prossima Champions League. Tocca fare i ragionieri, nella pazza annata dei nerazzurri che sfugge a ogni possibilità di analisi e a qualsiasi tentativo di razionalizzazione. Torino, Salerno, Lisbona: sono tre trasferte decisive, le prossime. Per il futuro di Inzaghi? Dipende, il ribaltone a tre quarti dell'opera inizia ad avere i suoi fan in viale della Liberazione, ma resta uno scenario da ultima spiaggia che non convince sino in fondo. Altrimenti, sarebbe già arrivato durante la sosta: mica erano tutte rose e fiori. Nell'immediato, di queste tre insidie la più rilevante è, per quanto strano possa sembrare, la meno prestigiosa: intanto, perché da eventuali sconfitte all'Allianz o al Da Luz ci sarebbe sempre la gara di ritorno per reagire, dall'Arechi no. In secondo luogo, perché il quarto posto è diventato molto più complicato del previsto ma resta il minimo sindacale che la dirigenza chiede a Inzaghi, a costo di sacrificare qualsiasi altro obiettivo: sull'altare dei soldi che porta in cassa non si cantano altre messe.

E allora? Turnover, nemmeno tanto moderato. Quello delle rotazioni è l'enigma che Inzaghi deve risolvere nelle ore che mancano al fischio d'inizio a Torino. Se la notte avrà portato consiglio, si vedrà. Trattato in maniera ingenerosa come l'ultimo dei fessi, l'allenatore interista ha, come tutti, pregi e difetti. Tra i primi, di sicuro non figura la propensione a ruotare gli interpreti oltre il minimo indispensabile: per convinzione o per una maturità ancora da trovare, è uno dei suoi principali talloni d'Achille e il conto si sta dimostrando salato. Intendiamoci: una rivoluzione all'improvviso non darebbe frutti sicuri, tanto più che, fermo restando quanto scritto sopra, un conto sono le sconfitte e un altro i tonfi. Con una certa dose di pragmatismo, a Inzaghi e all'Inter basterebbe perdere a Torino in maniera dignitosa - e con un risultato che lasci aperta la qualificazione - e poi battere la Salernitana per guadagnare tempo, magari anche un po' di fiducia. È un calcolo che a parole, ma questo rischio non c'è, il tecnico non può fare, anche perché da lì all'imbarcata è un attimo e quest'ultima abbatterebbe ulteriormente l'ambiente. Nei fatti, nelle scelte prima e durante la gara, sì. Per una volta, la Salernitana è una big e la Juventus soltanto la sfida che precede il match di cartello. Succede anche questo, nell'inspiegabile annata dell'Inter.

Altre notizie Serie A

Primo piano
TMW Radio Sport
Serie A
Serie B
Serie C
Pronostici
Calcio femminile