Il capolavoro di Arteta deve ancora compiersi: da Invincibili a Immortali, in mezzo c'è la Champions
Per 22 anni l’Arsenal ha vissuto guardando il proprio passato. Gli "Invincibili" di Arsène Wenger erano diventati molto più di una squadra: un mito irraggiungibile, quasi un peso emotivo per ogni generazione successiva. Nel frattempo, il calcio inglese cambiava padrone continuamente. Vincevano il Manchester United di Ferguson, il Chelsea di Mourinho e Conte, il Liverpool di Klopp e Slot, il Manchester City di Mancini e Guardiola. Perfino il Leicester di Ranieri.
L’Arsenal, invece, restava lì, sospeso tra nostalgia e malinconia, come nelle pagine di Febbre a 90° di Nick Hornby, dove il tifo per i londinesi diventava quasi una condizione esistenziale: attese infinite e "attimi di gioia trascendentale una volta ogni morte di papa". Oggi, però, quella lunga attesa è finita: l'Arsenal di Mikel Arteta è campione d’Inghilterra. Dopo oltre due decenni, il club del nord di Londra torna sul tetto della Premier League conquistando il quattordicesimo titolo della sua storia e chiudendo finalmente il cerchio.
Una vera e propria liberazione. Ed è forse proprio questo il capolavoro più grande di Arteta, l'allievo di Pep Guardiola che finalmente ha battuto il maestro: aver restituito all’Arsenal non solo la vittoria, ma un’identità. Per anni il club aveva inseguito il proprio passato senza riuscire davvero a costruire il futuro. Arteta, invece, ha avuto il coraggio di ricominciare da zero, sopportando errori, critiche e stagioni incompiute per dare forma a una squadra giovane, moderna e feroce mentalmente.
Non sono gli Invincibili, e forse non vogliono esserlo. Questa squadra ha una natura diversa: meno romantica, più intensa, più europea. Ma il filo che la unisce all’Arsenal di Wenger esiste eccome. È nel calcio offensivo, nella fiducia nei giovani, nell’idea che il talento debba essere accompagnato da personalità e coraggio. Come allora, anche oggi Londra nord si riconosce in una squadra spettacolare e riconoscibile. Una squadra costruita attorno a leader tecnici e carismatici, capace di reggere la pressione della Premier più competitiva di sempre e di spezzare una mlaedizione. E la storia non è ancora completa, perché all’orizzonte c’è una finale di Champions League che potrebbe trasformare questa stagione in qualcosa di irripetibile. Dopo gli Invincibili (a cui la Champions sfuggì nella finale del 2006 persa contro il Barcellona di Rijkaard), l’Arsenal sogna ora di celebrare gli Immortali.











