Immobile: "Ho smesso perché non mi divertivo più. Lazio? Gattuso punto importante"
A margine degli eventi legati al 'World Padel Tour', Ciro Immobile, ex attaccante di Torino, Lazio e della Nazionale italiana, ha rilasciato alcune dichiarazioni alla stampa presente. Ecco quanto raccolto da TuttoMercatoWeb.com:
Come hai vissuto gli attestati di stima ricevuti dopo la decisione di smettere?
"Sono felice, davvero. Ho avuto tanti attestati di stima nei miei confronti appena si è saputa la decisione di dover smettere. Quello più importante l'ho avuto dal presidente Malagò e sono davvero felice. L'altro giorno abbiamo avuto modo di parlare del mio ruolo. Sono a completa disposizione dei ragazzi. So quanto è importante, in questo momento storico, la crescita dei giovani. Spero di portare la mia esperienza a tutti loro e di partire alla grande".
Com'è maturata questa scelta, un po' inaspettata, di smettere?
"È stata più una questione fisica, perché ho sempre detto che volevo smettere quando non fossi più stato in una condizione che mi permettesse di scendere in campo. Non è nel mio DNA andare in campo e non divertirmi e quindi, appena ho visto che è venuto a mancare quello, ho deciso di smettere".
Ti aspetta una Lazio prima in classifica dopo tre giornate. Che cosa ti aspetti?
"Mi aspetto di tutto da una Lazio, devo dire la verità. Però devo dire che hanno fatto un bell'inizio di campionato, nonostante i vari problemi che hanno, e hanno fatto anche un buon mercato, perché i giocatori che sono arrivati stanno dando tutto e sono a disposizione di Gattuso. Sono contento anche dell'inizio del campionato, che mi sembra vivo e più divertente".
Pensi che la chiave sia Gattuso per questo successo iniziale della Lazio?
"Sicuramente è un punto importante. I giocatori si sono aggrappati a lui per questo inizio e devo dire che hanno trovato anche le giuste motivazioni, nonostante giochino senza pubblico. E so quanto conta a Roma".
Quanto è difficile giocare senza i tifosi, soprattutto in un ambiente come quello della Lazio?
"Devo dire che con tifosi come quelli della Lazio la differenza è enorme, perché quando ci sono si fanno sentire, sono importanti e ti danno quella spinta in più. Sicuramente tanti punti in più te li porta il fattore casa. Poi, così, è dura anche dal punto di vista motivazionale. Per questo prima dicevo che Gattuso sta facendo un ottimo lavoro".
Cosa pensi dei nuovi innesti della Lazio, Frattesi e Pinamonti?
"Per Davide si vedeva che aveva il fuoco dentro e aspettava il momento giusto per tirarlo fuori. In queste prime partite ha fatto un bello show, che sta facendo divertire sicuramente i tifosi. Per Pinamonti sono felice di quello che ha detto, ovviamente fa sempre piacere sentirlo da un ragazzo come lui, che è in Serie A da tanti anni. Io sono convinto che i suoi gol li farà, perché anche a Sassuolo li ha fatti. L'importante è saper gestire la pressione di Roma, che è un po' diversa da quella che ha vissuto in passato".
Ti convincono le novità del campionato? Sono state giocate soltanto tre partite, ma possono essere quelle giuste?
"Sì, sì, mi convincono. Sono contento di queste nuove regole, che portano più velocità nel calcio e meno interruzioni. Devo dire che la gente si sta divertendo, non ci sono stati 0-0 nelle prime partite. Questo, per i tifosi, credo sia la cosa più bella".
A proposito di tifosi, che messaggio vuoi mandare al popolo biancoceleste?
"Non c'è bisogno di mandare messaggi. Conosco bene l'ambiente, conosco bene il tifoso della Lazio, che è un tifoso talmente attaccato alla storia e alla maglia che, se porta avanti questa decisione di non andare allo stadio, avrà i suoi motivi".
Hai mai pensato di fare l'addio al calcio all'Olimpico?
"L'ho pensato tante volte, però ho sempre detto che non si può avere tutto nella vita. Mi basta anche soltanto girare per Roma, ora che sono tornato, e sentire l'affetto dei tifosi. Certo, nei miei pensieri c'era quello, però ovviamente non è possibile".
Andrai a vedere la Lazio all'Olimpico?
"No, perché non ci sono, però sicuramente andrò a vedere qualche partita".
C'è una missione che ti proponi in questo tuo nuovo ruolo con le Nazionali giovanili?
"Sì, quella di fare tutto il possibile per dare continuità ai ragazzi. L'Under 16 è una Nazionale che vive una fase di età molto importante. Si approccia all'Under 17, che inizia già a disputare l'Europeo di categoria. I ragazzi partono in un modo e arrivano in un altro alla fine della stagione. Noi dobbiamo essere bravi a farli arrivare nel miglior modo possibile. Non dobbiamo fargli perdere quella voglia, quella grinta che hanno all'inizio della stagione. È facile dirlo a parole, però sarà una bella sfida".
C'è un attaccante giovanissimo che sta conquistando le copertine. Come ci si deve comportare, da attaccante maturo ed esperto, con un giovane? Bisogna proteggerlo o tirargli fuori tutto quello che ha?
"Bisogna tirargli fuori tutto quello che ha. Bisogna spingere quando il ferro è caldo, bisogna battere. I ragazzi hanno bisogno di questo, dell'entusiasmo, della passione che li avvolge. Questo li aiuta tantissimo".
A proposito di giovani attaccanti, tempo fa parlavi di Pio Esposito allo Spezia quando in pochi lo conoscevano.
"Sono stato preso per pazzo quando mi parlavano di post-me in Nazionale. Io nominavo Pio Esposito dello Spezia. Adesso vorrei riparlare con chi mi prendeva per pazzo".
Come vedi questo avvio in salita del Napoli?
"All'inizio, quando cambia allenatore, è complicato. Napoli è una piazza che ha vinto tanto negli ultimi anni. È sempre complicato approcciare nuovi metodi e un nuovo allenatore. Secondo me, alla fine, arriverà in alto. La squadra è di valore, il mister ha vinto tanto in carriera. Credo che alla fine se la batterà con l'Inter per vincere il campionato".






