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Inter finale di Coppa Italia con l'acqua alla gola: tutto sulle spalle di Lautaro

Inter finale di Coppa Italia con l'acqua alla gola: tutto sulle spalle di LautaroTUTTO mercato WEB
© foto di www.imagephotoagency.it
martedì 12 maggio 2026, 07:00Serie A
Bruno Cadelli

Si sono viste vigilie migliori, soprattutto quando si parla di una finale di coppa, quando arrivare al completo può fare la differenza tra sollevare un trofeo o tornare a casa senza arricchire la bacheca. L’Inter che si presenta all’Olimpico di Roma per l’ultimo atto della Coppa Italia è obbligata a fare di necessità virtù. Chivu non cerca alibi ma l’infermeria non perdona: Calhanoglu e Thuram sono out, il turco non è riuscito a recuperare a tempo di record, mentre il francese si è fermato in allenamento proprio ieri e solo questa mattina si capirà il danno del suo guaio muscolare. La probabile formazione che Chivu manderà in campo - aspettando la conferenza stampa di vigilia in programma alle 19.00 - è quella di una squadra ridisegnata dall'emergenza: J. Martinez in porta; Bisseck, Akanji e Bastoni in difesa; Dumfries, Barella, Zielinski, Sucic e Dimarco a centrocampo; Bonny e Lautaro Martinez in attacco.

Pio Esposito è a disposizione, ma insieme all’argentino ci dovrebbe essere proprio l’ex Parma che nell’ultima gara di campionato ha messo a referto l’assist per il definitivo 0-3. Nel momento del bisogno l’Inter si ritrova sulle spalle del suo capitano. Domani all'Olimpico toccherà a lui, ancora una volta, fare la differenza. La regia invece non può che essere affidata all’ex Napoli, più volte sugli scudi quando Calhanoglu è stato costretto ad alzare bandiera bianca.

Dall'altra parte c'è una Lazio che gioca nel suo stadio, davanti al suo popolo, e che dopo il 3-0 incassato in campionato ha una voglia matta di rivalsa. Sarri conosce bene le partite secche e sa come preparare le trappole giuste. Ma l'Inter, anche ridotta all'osso, resta l'Inter: campione d'Italia, abituata a vincere nei momenti che contano, costruita per reggere la pressione delle grandi notti. Se Lautaro è quello che conosciamo — e non c'è motivo di dubitarne — potrebbe essere proprio l'emergenza il carburante in più per accendere una prestazione da ricordare. La Coppa Italia è lì, a novanta minuti. O forse qualcosa di più.

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