Italiano è già un idolo in Turchia: "Clima pazzesco, sembra la Serie A degli anni '80 e '90"
Ci ha messo pochissimo Vincenzo Italiano per entrare nel cuore dei tifosi del Besiktas. L’avventura a Istanbul è iniziata nel migliore dei modi e, in poche settimane, l’allenatore italiano è già diventato uno dei volti più amati dell’ambiente bianconero. A ogni partita il Tupras Stadium si trasforma in una bolgia e dagli spalti risuonano le note de 'L'Italiano' di Toto Cutugno, cantate per celebrare proprio il tecnico.
Italiano pazzo della Turchia: "Sembra la Serie A degli anni '80"
Intervistato dal Corriere dello Sport, Italiano ha raccontato così le sue prime sensazioni: "Qui l’ambiente è straordinario. Stadi nuovi, tutti coperti, enormi, pieni di passione. Mi ricorda il calcio italiano degli anni ‘80 e ‘90, quando c'era una voglia matta di primeggiare, anche da parte dei presidenti. Una sfida giornaliera. L’ultima volta sono entrato in campo e cantavano Toto Cutugno: sentire 43.000 spettatori urlare il tuo nome è qualcosa di emozionante".
Obiettivo, togliere lo scettro al Galatasaray
L’allenatore non si nasconde nemmeno quando si parla degli obiettivi stagionali del Besiktas: "La società mi ha dato quattro obiettivi: il primo, entrare nei gironi di Europa League e l’abbiamo centrato, poi quello di stare a ridosso delle prime, quello di creare un’identità e formare un gruppo di giocatori di prospettiva. Lo scudetto non me l’hanno chiesto, però dobbiamo restare agganciati al vertice. L’anno prossimo potremo anche provare a centrare qualcosa di più. Da anni qui vince sempre il Galatasaray e tutti vogliono spezzare l’egemonia".






