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Damascelli e la naturalizzazione dell'Italia: "Dio salvi il calcio dal mercato delle Nazionali"

Damascelli e la naturalizzazione dell'Italia: "Dio salvi il calcio dal mercato delle Nazionali" TUTTOmercatoWEB
Niccolò Righi
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Niccolò Righi
Oggi alle 11:53Serie A

L’analisi di Tony Damascelli sulle pagine de Il Giornale parte dalle ultime dinamiche che stanno coinvolgendo la Nazionale italiana e, più in generale, dal rapporto sempre più stretto tra identità nazionale e mercato calcistico. Il giornalista riflette sul fenomeno dei giocatori con doppia nazionalità o origini differenti, sulle regole della FIFA e sul rischio che anche la maglia azzurra finisca per essere considerata una sorta di terreno di mercato.

Queste le sue parole: "L'ultima moda della nazionale italiana è quella di attingere "altrove" ragazzi italiani, emigrati, con famiglie di origini diverse ma pronti a vestire l'azzurro, Inacio è fresco di rinuncia al Brasile, Romano volta le spalle alla Svizzera che però chiede una penale, Nicolò Tresoldi è italiano ma naturalizzato tedesco ed è sceso in campo con le giovanili della Germania, in breve anche le rappresentative nazionali sono diventate un banco del mercato calcistico, nationality shopping tanto per fare e scrivere da provinciali, non si tratta di offerte in denaro ma di richiamo a storie forti, di opportunità in vista dei prossimi impegni internazionali, per evitare di ssere prigioniero della Fifa che prevede nascita, discendenza e residenza come condizioni".

Damascelli allarga poi il discorso alle regole che stabiliscono l’appartenenza a una nazionale: "Fino ai Giochi del 1948 la Gran Bretagna presentava una nazionale "unita" perché il Cio non riconosce le singole federazioni del Regno, cosa che invece fa la Fifa per evidenti ragioni di numero di voti. Uno studio ha evidenziato che una eventuale nazionale unica delle 4 federazioni britanniche avrebbe il 33% di probabilità in più di vincere un mondiale. Proviamo a chiedere a uno scozzese, un irlandese di Belfast, a un gallese di tifare tutti assieme per re Carlo. Dio salvi il calcio dal mercato della maglia".

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Immagine editoriale di Marco Conterio
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