Juve, prima trasferta e primo stop. Con la Samp uno scialbo 0-0, ancora tanto lavoro da fare
Prima trasferta della stagione e primo stop per la Juventus di Massimiliano Allegri che si ferma nella serata dello stadio Ferraris contro la Sampdoria di Marco Giampaolo. A Genova finisce 0-0 con un paio di occasioni per parte e poco altro in una serata dalla quale si attendeva una linea di continuità dopo quanto visto col Sassuolo in termini di prestazione, ma qualcosa è venuto a mancare.
La porta resta inviolata, Perin ancora decisivo.
Due partite e zero gol subiti per la Juventus per la gioia di Massimiliano Allegri che, difatti, ha aperto così il commento al pari di Marassi: “Iniziamo dalle cose positive, che non abbiamo preso gol per due partite”. Non era scontato considerata l’assenza di un perno come Bonucci sostituto da Rugani comunque tra i migliori a fine match. La porta di Perin resta inviolata grazie a una chiusura super dell’estremo difensore bianconero aiutato anche dalla traversa sull’inserimento di Leris in piena area di rigore grazie al buco di Bremer e alla dormita di Alex Sandro sul taglio. Per il resto la retroguardia regge, anche grazie a un baricentro basso e a una densità che poi però incide, e non poco, sulla costruzione di reali occasioni da gol.
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Vlahovic poco coinvolto, Kostic sufficiente e Miretti cambia la partita.
Sono solo nove i tocchi di Dusan Vlahovic nel corso di tutta la sfida (tre nel primo tempo), due dei quali il calcio d’inizio e una deviazione all’interno della propria area di rigore. Dati emblematici sulle difficoltà di Madama nel mettere in moto il proprio punto di riferimento spesso abbandonato a se stesso tra i centrali avversari. Era la serata dell’esordio dall’inizio per Kostic che ha messo in mostra, quando coinvolto, la propria capacità a servire i compagni (pochi) presenti in area di rigore. E nel finale il serbo ha anche sfiorato il gol vittoria non riuscendo a tramutare in rete un traversone di Kean. A rompere il ritmo blando però è Fabio Miretti che all’ora di gioco sostituisce McKennie e mette sul rettangolo verde coraggio, brillantezza, letture di gioco e passaggi filtranti fin lì mai visti. Che possa essere lui la chiave per dare maggior qualità al reparto mediano?






