La Juve sa solo reagire ai colpi della Lazio ma non basta: lo scontro diretto è di Sarri
E alla fine il terzo atto è di marca biancoceleste. Lo “scontro diretto per il secondo posto”, così l’aveva definito Allegri alla vigilia questo Lazio-Juventus, e terza sfida stagionale fra i due club finisce nelle mani della squadra di Maurizio Sarri grazie alle reti di Milinkovic-Savic e Zaccagni con, nel mezzo, il pari di Rabiot. Due reazioni e poco altro da parte dei bianconeri che collezionano la sesta sconfitta in campionato nonché l’undicesima stagionale.
Milinkovic-Savic vs Rabiot: finalmente il duello anche in campo.
Tante volte sono stati associati i due centrocampisti di Lazio e Juventus come possibile alternanza nel reparto di mezzo bianconero con Milinkovic-Savic pronto, in un eventuale scenario di mercato, a prendere il posto di Rabiot. Poche volte il “duello per la maglia di Madama” s’è realmente sviluppato sul rettangolo verde: è successo nella serata di ieri con il botta e risposta nel finale di primo tempo. Prima il vantaggio biancoceleste, viziato da una spinta evidente ai danni di Alex Sandro, con il serbo poi il pari in mischia del francese su azione d’angolo per la decima marcatura stagionale (numero 8 in campionato) dell’ex PSG.
Zaccagni condanna una Juve che sa solo reagire.
Sfida in parità a fine primo tempo anche se dal punto di vista del gioco e delle occasioni ce n’è stata sostanzialmente solo una sul rettangolo verde dell'Olimpico. Che trova modo di portarsi nuovamente in vantaggio con una splendida azione corale concretizzata da Zaccagni. A quel punto, anche con un cambio di sistema tattico, un po’ come accaduto dopo il vantaggio di Milinkovic-Savic, Madama reagisce. Alza il ritmo, il baricentro, la velocità di trasmissione della palla, il coinvolgimento degli esterni d’attacco: arriva la pressione sulla retroguardia laziale, si palesa qualche occasione da gol. Non basta però perché il pari resta solo un sogno, così come resta una domanda: perché la Juventus non agisce ma reagisce?






