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La luce Di Maria per l’Argentina, Rabiot spento fino alla scossa Mbappé: la finale degli juventini

La luce Di Maria per l’Argentina, Rabiot spento fino alla scossa Mbappé: la finale degli juventini TUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it
autore
Simone Dinoi
lunedì 19 dicembre 2022, 07:00Serie A

La finale del secolo, l’atto conclusivo più bello di sempre. Il Mondiale in Qatar si è chiuso con un match epocale messo in scena da Argentina e Francia terminato ai calci di rigore dopo una doppia rimonta transalpina targata Kylian Mbappé. Tre gli juventini in campo, due quelli che hanno coronato il sogno di diventare campioni del mondo. Tutti e tre in campo, uno protagonista assoluto come Angel Di Maria, un altro glaciale dal dischetto e il terzo imbambolato come tutti i compagni di squadra fino alla scossa del fuoriclasse bleus.

Di Maria accende la luce, Paredes segna il rigore: è Coppa del Mondo.
Dulcis in fundo, Angel Di Maria. Anonimo, quasi inesistente fino all’appuntamento finale per poi sbocciare come un fiore a primavera quando lasciare lo zampino fa entrare nella gloria. E Di Maria ci è entrato, prima che lo show Messi-Mbappé prendesse vita, da migliore in campo di una finale mondiale prima di uscire dal rettangolo verde. Il Fideo ha stappato la sfida in Qatar con un dribbling dei suoi conquistandosi il rigore del vantaggio trasformato da Messi e raddoppiato lasciando la sua impronta nell’elenco dei marcatori. 64 minuti di calcio dipinto, con un’altra finale che l’ha visto tra i protagonsti. Quando conta il Fideo non manca mai, non c’è condizione fisica che possa ostacolare: c’è la classe di un talento cristallino che ha coronato così una splendida, ma spesso sottovalutata, carriera con l’ultimo trofeo internazionale che mancava all’appello. Chapeau, direbbero i francesi. Sono stati venti invece i minuti di Paredes entrato nei tempi supplementari: qualche calcio dato qua e là agli avversari, tanta intensità e le lacrime nel finale dopo aver fatto il proprio compito nella lotteria dei rigori.

Rabiot nel pallone con tutta la Francia fino alla scossa Mbappé.
L’altra faccia della medaglia è quella transalpina, con la Juventus rappresentata da Adrien Rabiot recuperato per la finalissima dopo l’influenza degli scorsi giorni. Titolare al fianco di Tchouameni, totalmente fuori partita, come tutti i suoi compagni, fino alla scossa Mbappé dei minuti finali. Una squadra imbambolata quella di Deschamps, priva di verve, di idee, di concentrazione. Compreso il centrocampista bianconero che non s’é discostato dal rendimento dei compagni. Poi però la scossa del fuoriclasse del PSG ha riattivato tutti, Rabiot compreso che ha alzato giri del motore e pressione. Per il classe 1995 95 minuti di finale: tornerà a Torino senza Coppa dopo aver smaltito un po’ di cocente delusione con qualche giorno di vacanza.

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