La Roma piega 2-1 un Lecce coriaceo, per più un’ora in dieci. Dybala va ko segnando un rigore
Finisce 2-1 per la Roma il posticipo serale della domenica della 9^ giornata di Serie A contro il Lecce.
Partenza sprint Roma, resistenza Lecce in dieci
Un Olimpico gremito accompagna a gran voce le gesta della Roma, che parte fortissimo e in cinque minuti si ritrova già avanti, con il terzo gol stagionale di Smalling, ormai una sorta di bomber “oscuro” per Mourinho e a segno con la specialità della casa, il colpo di testa. La squadra di casa continua a spingere e va più volte vicina al raddoppio, con Pellegrini sia in versione direttore d’orchestra che autore di un tentativo personale. A metà primo tempo arriva una dura botta per il Lecce, fino a quel momento non pervenuto e dopo quel momento con un uomo in meno: l’arbitro Prontera inizialmente non ravvede irregolarità così gravi nella scivolata di Hjulmand ai danni di Belotti, ma una volta richiamato dal VAR e rivisto l’episodio, decide di estrarre il rosso diretto. I ragazzi di Mourinho, spinti da un’onda favorevole, continuano ad attaccare ed è sempre Pellegrini il più in vista dei suoi. Il Lecce però, nonostante l’inferiorità numerica, riesce a trovare una grande reazione d’orgoglio dalla mezz’ora in avanti: Baroni si affida alle accelerazioni di Banda, ed è proprio da una di queste che nasce il calcio d’angolo dal quale, in mischia, Strefezza deposita con forza in rete il pallone dell’1-1. La Roma prova subito a rispondere, Zalewski prima e Zaniolo poi, che si fa rimontare da Askildsen a pochi passi dalla porta. Proprio il norvegese è autore dell’ultimo tiro in porta prima dell’intervallo, una punizione inoffensiva ma testimonianza di un Lecce pronto a vendere cara la pelle.
Le due punte premiano Mou. Ma si fa male Dybala
Mourinho si affida subito ai cambi, mettendo dentro Abraham, al quale è stato inizialmente preferito Belotti, e vara la doppia punta. L’inglese rende subito fruttuosa la scelta del tecnico, conquistando d’astuzia un calcio di rigore che Dybala trasforma. Dalla gioia, ai timori per la Joya: nell’esecuzione dagli undici metri l’argentino sente tirare il muscolo quadricipite della coscia sinistra, chiedendo immediatamente la sostituzione. Il subentro di Matic al suo posto riporta Pellegrini sulla linea della trequarti, mentre la partita cala d’intensità anche grazie all’intelligente gestione degli uomini di Mourinho. Lo Special One, anche in una fase fatta perlopiù di ammonizioni e girandola di cambi, tiene fede alla mossa di inizia ripresa e lascia la sua Roma con due attaccanti: a prendere il posto di Belotti, nel finale, è Shomurodov. Come in uno spiacevole replay di quanto avvenuto nel primo tempo, nel quarto d’ora finale il Lecce dà l’idea di poter replicare un mini-assalto. La Roma però tiene decisamente meglio, e avrebbe anche l’occasione per fare il terzo, ma Pellegrini, poco furbescamente, si sostituisce a Zalewski nel voler fare assist a un Abraham alla disperata ricerca di un gol e vanifica tutto, trovandosi in fuorigioco. Il Lecce nel recupero non ha più la forza per essere pericoloso, ed è anzi più vicino il terzo centro capitolino che non degli ospiti. Al triplice fischio, l’Olimpico può esultare, nonostante tutto: seconda vittoria consecutiva in campionato per la Roma, che sale a 19 punti.






