Lazio, l'attacco "spuntato": come fare a rimpiangere i cinque gol di Castellanos
È possibile rimpiangere cinque gol segnati in sedici presenze da un centravanti che ti ha fatto incassare 30 milioni di euro a gennaio? Questo è lo strano paradosso che sta vivendo la Lazio da tre mesi a questa parte, ovvero da quando ha dato il via libera alla cessione di Valentin Castellanos al West Ham. Arrivato a Londra per 30 milioni di euro, l'argentino ha fatto esattamente quello che ha fatto nei due anni e mezzo in maglia biancoceleste. Pochi gol, qualche spunto e la sensazione che con lui in campo la squadra comunque giochi meglio. Non è un goleador e non lo sarà mai, per questo a Roma tutti erano convinti che la Lazio avesse fatto l'affare nel cederlo a quella cifra. Stando ai numeri è impossibile dare torto ai biancocelesti, 30 milioni per un attaccante che non ha mai segnato più di 14 gol in Europa rappresentano un gran colpo. Il problema è che, ad oggi, la Lazio rimpiange anche quei pochi gol che poteva garantire Castellanos.
Lazio, i numeri impietosi del "post Castellanos"
Se i numeri col West Ham non sono straordinari, quanto fatto da Castellanos nei primi sei mesi di stagione con la Lazio è se possibile peggiore. Due gol e tre assist in 694 minuti di gioco, numeri da centrocampista per chi doveva guidare l'attacco biancoceleste. Migliorare questi numeri sarebbe stato piuttosto semplice e a Formello si è deciso di puntare prima su Ratkov, poi su Maldini creando un'inspiegabile concorrenza al centro dell'attacco per una squadra che non gioca in Europa. Sarri ha poi scelto il più pronto, colui che conosce almeno il campionato italiano anche se in un ruolo per lui nuovo. Presentato come "l'oggetto dei desideri" dal direttore sportivo Fabiani, Maldini è riuscito a peggiore i numeri di Castellanos. Ad oggi in 850 minuti di gioco il tabellino recita un gol e un assist. Numeri che non mentono e che testimoniano le difficoltà dell'ex Atalanta in un sistema di gioco che non gli appartiene. Non è un centravanti, almeno non lo è ancora. Non è un esterno d'attacco, è un trequartista e averlo inserito in una rosa che giocherà tutto l'anno senza trequartista è stata una forzatura. Forzatura che è finita per togliere spazio all'investimento fatto per sostituire Castellanos, ovvero i 13 milioni spesi per Ratkov che non scende in campo da un mese e mezzo. Una gestione difficile da comprendere che ha reso possibile ciò che sembrava improbabile: la Lazio, ad oggi, è costretta a rimpiangere Castellanos.











