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Lazio, Pedro: "Tutto ha un inizio e una fine, difficile accettarlo. Resterò nel calcio al 100%"

Lazio, Pedro: "Tutto ha un inizio e una fine, difficile accettarlo. Resterò nel calcio al 100%"TUTTO mercato WEB
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Alessio Del Lungo
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Alessio Del Lungo
Oggi alle 12:12Serie A

Pedro, attaccante della Lazio, ha rilasciato una lunga intervista ai canali ufficiali del club biancoceleste, salutando la sua tifoseria: "Sono momenti difficili, ho parlato sempre con tanta gente, è dura da vivere, ma alla fine è una cosa che si deve fare per forza, è naturale, l'importante è finire bene, godersi l'esperienza fino all'ultimo minuto perché dopo ci mancherà tanto. Sono sicuro che sarà così, però comunque continuerò nel calcio, è ciò che sappiamo fare e sfruttiamo di più. Non so se farò l'allenatore, l'opinionista, ma sarò legato a questo sport al 100%. È difficile da accettare, ma tutto ha un inizio e una fine, devo riposare e staccare".

Come si sente adesso?
"A volte guardi l'epoca iniziale di quando eri giovane, tutti i momenti che hai passato… Rimarranno con te per sempre, abbiamo fatto un po' la storia, per me è stato molto importante, sarò più calmo quando mi sarò ritirato e analizzerò il viaggio, ma sono contento di come è andato, ho vinto trofei importanti".

Ha vissuto tante realtà.
"Ogni città ha la sua gente, la sua cultura, giocare in tanti paesi mi ha fatto crescere tanto, aprire di più la mente, conoscere tante persone, vedere gli atteggiamenti. Sono un ragazzo di un'isola piccolina (Tenerife, ndr), arrivare in grandi città come queste è difficile da gestire, ma mi sono sempre trovato molto bene perché mi hanno aiutato e questo ti fa capire di più le cose che stai vivendo".

Londra è stato un cambiamento importante.
"Tutto era molto diverso lì, è stato un cambio veramente forte, è una città molto grande, il tempo è sempre piovoso, il campionato è fisico… I primi mesi sono stati molto difficili, è una cosa naturale che all'inizio è costata tanto. Devo ringraziare chi mi ha aiutato, sono molto contento di aver vissuto diverse esperienze".

Come ha fatto a mantenere sempre alta l'asticella?
"Ho avuto sempre una mentalità vincente, fare le cose bene, allenarmi al meglio, stare al 100%, imparare da ogni allenatore. Questo mi ha fatto crescere in tutto, anche alla Lazio. Per me è stato un peccato non aver vinto, ma i compagni mi hanno insegnato tanto. La verità è che ho lavorato tantissimo, c'è chi mi dice che ho avuto fortuna e penso che un pizzico devi avercela, è successo a tutti, ma se non hai lavorato bene non puoi stare ad alto livello per 20 anni. Sono privilegiato a poter finire così, è stato un onore finire qua, è un club con molta storia".

Il calcio le ha tolto del tempo nella vita privata?
"Sì, ovviamente. Ci fa essere in una bolla in cui non si può uscire, non c'è tanto tempo per stare con i figli e vederli crescere, io mi sono divorziato ed è stato difficile perché i miei figli erano a Barcellona e io a Londra. Questo ti pesa, ti colpisce negativamente, devi essere molto concentrato, ma la vita ti porta a strade così. Fa parte della nostra carriera. Non mi è mai passato nella testa di dovermi fermare, di dovermi riposare... Credo che succeda a tutti, sappiamo di avere pressioni extra dall'esterno, ma ci sono anni in cui non succede e devi essere pronto per il futuro".

Perché ha scelto Roma?
"Mi piaceva moltissimo la città, è unica, volevo provare a vivere qua. Poter giocare per la Lazio è stato meraviglioso, è indimenticabile, ci sono un sentimento e una passione molto forti. Trovarli a questa età mi ha dato la voglia di continuare, ho sempre dato tutto, peccato non aver fatto qualcosa in più, ma vado via molto contento. Ricordo che i primi mesi eravamo con il Covid, non è stato facile. La Lazio è arrivata al momento opportuno, conoscevo Sarri, sono molto contento di averli trovati".

Cosa ha simboleggiato quel coro per lei?
"L'hanno fatto loro, è una canzone che sarà per sempre, mi hanno trasmesso la loro emozione. Questa famiglia si vede in queste cose, i tifosi sono il meglio della Lazio, sono sempre con noi, una parte importante per noi. Spero si possa trovare una soluzione per farli tornare allo stadio, siamo più forti con loro".

Perché i tifosi della Lazio si sono subito identificati in lei?
"Non lo so, mi hanno dato questa stima, ho sempre fatto il mio lavoro. Magari per come sono io, per quello che ho fatto, è strano… Non so come ringraziarli e non è una cosa che ho vissuto solo allo stadio, non ho parole per descrivere ciò che ho provato, li porterò sempre nel cuore, sono sicuro che festeggeranno trofei".

Qual è stato il momento più bello vissuto alla Lazio?
"Il primo derby. Per come è andata la mia situazione, loro mi avevano lasciato fuori, quando ho segnato e abbiamo vinto… È stata una cosa personale che volevo, il destino ha voluto questo, è stato il momento più forte. Poi chiaro ci sono state altre gare, penso pure alla finale contro l'Inter, le sfide vinte, quelle perse…".

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