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Lazio, uno sprofondo da meno dodici: gli arbitri sono un alibi comodo

Lazio, uno sprofondo da meno dodici: gli arbitri sono un alibi comodo TUTTOmercatoWEB
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Andrea Losapio
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Andrea Losapio
martedì 5 marzo 2024, 19:21Serie A

La Lazio dista 11 punti dal Bologna quarto in classifica. È nona e, nella migliore delle ipotesi, potrebbe pensare di essere lontano 7 punti dalla Roma quinta, in caso di allargamento della Champions a cinque italiane. Può essere un problema solo di arbitri? La risposta è evidentemente no, anche se il mancato rigore dato a Castellanos ha mandato su tutte le furie il patron biancoceleste. Anche perché la Champions è uno dei modi per avere milioni in più da reinvestire sia sul mercato che nel bilancio. Soprattutto con la nuova formula che porta a tantissimi incassi nella prossima stagione.

Il pensiero che ci possa essere un ricorso per i soldi che non arriveranno dall'assenza alla prossima Champions è abbastanza surreale. La questione arbitri è un grande alibi per tutte quelle squadre che non raggiungono l'obiettivo primario della stagione, ma anche quello solamente idealizzato. La Lazio nella passata annata è arrivata seconda ed era a quota 52 (più dodici), quest'anno è distante diciassette punti dalla seconda piazza. Probabilmente, come per il Napoli, la questione deriva più da un fattore ambientale, societario e tecnico che non da eventi esterni. Ma è più comodo pensare a un grande progetto per penalizzare alcuni.

Queste le parole riportate e attribuite proprio al numero uno della Lazio. "Io non sono andato contro nessuno, non ho fatto nemmeno un discorso sugli arbitri, ma un ragionamento complessivo su un sistema sbagliato. Io sono un senatore della Repubblica e ho l’obbligo di vigilare sul comportamento delle persone e sul rispetto e l’applicazione delle regole. La norma sportiva non ha l’immunità. Questo devono capirlo tutti. Io sono sottoposto al giudizio sportivo purché non si vada nel penale".

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