Lupo: "Napoli, da Conte e De Laurentiis segnali di separazione. Mercato? Dura troppo"
Fabio Lupo, direttore sportivo, è intervenuto al microfono di Radio Tutto Napoli, soffermandosi tra le varie cose anche sul tema legato al futuro della panchina del Napoli e, dunque, di Antonio Conte: "Futuro Conte? Da mesi ci sono segnali da entrambe le parti che fanno pensare a una possibile separazione. Quando hai questa consapevolezza, è inevitabile iniziare a programmare. Credo che il club si stia già muovendo su profili adeguati, perché sostituire Conte non è mai semplice”.
Quando inizia il lavoro in vista del mercato estivo?
“Non si ferma mai. Il monitoraggio è costante, lo scouting riguarda anche gli allenatori. Se sai che può esserci un cambio in panchina, devi studiare i profili e capire che tipo di squadra costruire. Un allenatore determina le scelte tecniche: è un lavoro profondo che una società forte deve fare sempre, tenendo aperte più soluzioni”.
Il mercato dura troppo?
“Assolutamente sì. Non solo per lo stress, ma perché incide sulle competizioni. Ad agosto si giocano partite con calciatori che non sanno ancora dove giocheranno. Non è compatibile con il calcio moderno. Io chiuderei il mercato al 31 luglio: hai già due o tre mesi per operare, è sufficiente”.
Tra Lobotka e Anguissa, chi terrebbe?
“Domanda difficile, sono due giocatori che stimo molto. Ma dovendo scegliere direi Anguissa, perché è più adattabile a diversi sistemi di gioco e allenatori. Lobotka è un play puro, magari più legato a un certo tipo di centrocampo. Anguissa invece ti garantisce fisicità, continuità e inserimenti in più contesti”.
Meglio due portieri titolari o gerarchie chiare?
“Sono per le gerarchie, ma non rigide. Serve un titolare definito, con alle spalle un portiere forte che crei concorrenza. Non prenderei due portieri già affermati allo stesso livello, ma un numero uno e un’alternativa di valore, magari giovane, pronta a subentrare quando serve”.
Il Napoli come deve muoversi per il futuro?
“Deve continuare a programmare come sta facendo. Le grandi società non si fanno trovare impreparate: studiano, pianificano e poi decidono al momento giusto”.











