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Milan, è tutto sbagliato. Spalletti e Gasp, allenatori al potere. Ultima chiamata per Allegri. Infantino ma cosa dici. Panchina azzurra: oltre a Mancini c'è anche Ranieri

Luca Calamai
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Luca Calamai
domenica 14 giugno 2026, 16:00Editoriale
14.06.2026 16:00Editoriale
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it

Ibra commentatore ai Mondiali è l’ultima follia del Milan. La società rossonera sta provando a ripartire e una delle poche figure dirigenziali rimaste si diverte a fare l’opinionista negli Stati Uniti. Mi verrebbe da dire: speriamo che almeno individui qualche talento da portare in Serie A. Ma ho i miei dubbi. Ibra è stato un formidabile campione ma per il momento è stato un disastroso dirigente. Non so cosa aspetta Cardinale a fare le sue scelte. Serve un vero uomo di calcio in società e serve un grande allenatore. La caccia ai tecnici stranieri non mi appassiona. Il Milan ha bisogno di essere subito competitivo e un tecnico che non consce il nostro campionato, il nostro calcio potrebbe avere problemi nei primi mesi. Mi sembra tutto sbagliato. E tutto poco rispettoso dell’amore di un popolo, quello rossonero, che meriterebbe più rispetto. Il Milan non ha bisogno di scommesse ma di certezze. Fossi io Cardinale punterei dritto sul ritorno di Paolo Maldini e su una figura come Conte. Invece c’è la voglia di stupire. Di inventare il colpo geniale.

Dal Milan se n’è andato Allegri. La grande sfida di De Laurentiis. Max non ha conquistato i cuori dei tifosi del Napoli. Allegri deve capire che gli ultimi suoi risultati insieme alla politica del corto muso lo hanno reso agli occhi di tanti innamorati del pallone come un allenatore superato. Pronto per la pensione o per un ruolo da commentatore televisivo. Conosco l’orgoglio del tecnico livornese. Sono sicuro che lui abbia chiaro in testa che Napoli è l’ultima opportunità per riprendersi un ruolo di primo piano. Al Maradona avrà una squadra di livello, con tanti giocatori top. Proponga finalmente un progetto nuovo, coraggioso. Dimostri di non essere rimasto prigioniero del passato. Altrimenti dovrà solo e soltanto vincere lo scudetto e portare il Napoli almeno ai quarti di Champions per entrare nel cuore dei suoi nuovi tifosi.

Da un allenatore sotto esame a chi, invece, ha preso il potere. Mi riferisco a Spalletti e Gasperini che hanno convinto le rispettive proprietà ad affidarsi a loro eliminando dirigenti potenti quali Ranieri e Comolli. Il problema per Gasp e Spalletti sarà gestire questo gigantesco potere, costruendo squadre in grado di lottare per lo scudetto. Perché è chiaro a tutti che comandano loro e quindi se le cose dovessero andare male è evidente che sarebbero le loro teste a saltare.

Chiudo parlando di Mondiale e Italia. La battuta di Infantino (“magari con 128 squadre l’Italia riuscirebbe a qualificarsi…”) non mi ha fatto sorridere. Infantino sta svendendo il calcio Mondiale. Si preoccupi del suo operato, delle sue scelte. Non abbiamo bisogno delle sue lezioni. Sul fronte azzurro c’è grande confusione intorno alla figura del nuovo Presidente della Federcalcio. Malagò potrebbe essere bloccato per ineleggibilità. Abete resta un’opzione forte. Per quando riguarda il nuovo Commissario Tecnico resiste ancora la figura improponibile di Mancini ma attenzione a Ranieri, che potrebbe farsi affiancare da un allenatore giovane. Vedremo.

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