Mazzarri non è da solo: da Mancini ad Allegri, gli ultimi ritorni nostalgici sulle panchine di Serie A
Operazione nostalgia o mossa per imporre la praticità che già fu propiziatoria al potere? Chiunque può leggere la scelta del Napoli e del suo presidente De Laurentiis di richiamare Walter Mazzarri sulla panchina azzurra, come meglio crede ma rimane comunque la famosa sensazione di "minestra riscaldata" che può assalire chiunque osservi la mossa.
Per capire meglio motivi e senso di una richiamata dopo un decennio, può essere utile osservare gli altri ritorni di fiamma sulle panchine di Serie A avvenuti nel corso dell'ultimo decennio, quindi dopo i vari Capello e Sacchi-bis al Milan o il Lippi 2.0 alla Juventus, giusto per citare i casi più celebri che non troverete qui.
MASSIMILIANO ALLEGRI ALLA JUVENTUS - Il caso-principe è senza dubbio il suo. Estate 2021, dopo le difficoltà con Pirlo, Agnelli decide di tornare sui passi e richiamare Allegri dopo il fortunato quinquennio 2014-19 con tutti scudetti e due finali europee (perse). Al momento nessun trofeo per l'Allegri-bis ed un'unica finale, quella di Supercoppa andata all'Inter.
PRANDELLI E MONTELLA ALLA FIORENTINA - La squadra, assieme alla Roma, che ha più ricorso ai ritorni di fiamma negli ultimi anni è la Fiorentina. E se le 27 partite del problematico Montella-bis furono per scelta dei Della Valle (con però successiva conferma della nuova proprietà) fu Commisso a scegliere Prandelli nel novembre 2020 per sostituire Iachini. Risultati non granché, ma gli deve l'esplosione di Vlahovic.
LUCIANO SPALLETTI ALLA ROMA - Un esempio di "minestra riscaldata" venuta molto buona arriva dalla Capitale. Nel gennaio 2016 Spalletti accetta di sostituire Garcia (anche lì nel ruolo di innesco) e porta la squadra a rimontare fino al 3° posto. La seconda e ultima stagione dello Spalletti giallorosso 2.0 va ancora meglio, la squadra chiude 2^ dietro la Juventus. Il tecnico alla fine però farà le valigie e andrà all'Inter.
AURELIO ANDREAZZOLI ALL'EMPOLI - Anche oggi alla guida degli azzurri toscani, Andreazzoli è l'uomo cui Corsi si affida quando le cose sembrano scappargli di mano. Alla terza avventura in quel di Empoli, la prima in realtà fu un ritorno all'interno di una stagione da lui stesso iniziata (la 2018/19). Le ultime due, vere, l'hanno visto salvare il club nel 2021/22 e portare a casa tutti i punti di questa annata, in cui ha rimpiazzato Zanetti.
DAVIDE BALLARDINI AL GENOA (E A CAGLIARI E PALERMO) - Come Andreazzoli per Corsi, il romagnolo Ballardini è sempre stato l'ancora di salvataggio di Preziosi per il Genoa. La prima volta fu addirittura il 2010, ma il primo ritorno nella Liguria rossoblù è datato gennaio 2013. Ci sarà tempo anche per la terza e la quarta esperienza (novembre 2017 fino all'ottobre dell'anno seguente e da dicembre 2020 fino a novembre 2021), tutte concluse con lo stesso risultato: salvezza del Grifone. In tema minore, ma pur sempre ritorni anche quelli a Cagliari e Palermo. Inutile specificare, sempre salvo.
GABRIELE CIOFFI ALL'UDINESE - Il più fresco rappresentante di questa lista è lui. Subentrato a Gotti (di cui era vice) a dicembre 2021, rende l'Udinese una squadra col vizio del gol e contribuisce a far sviluppare numerosi talenti. A fine stagione il contestato addio direzione Verona, prima del ritorno il 25 ottobre scorso. Con lui i friulani hanno ottenuto i primi tre punti del loro campionato.
ZDENEK ZEMAN ALLA ROMA (E AL PESCARA) - Specialista dei ritorni dall'aria nostalgica è anche il Boemo. Più che quelli a Pescara o Foggia, sempre avvenuti nelle categorie inferiori, poniamo l'attenzione su quello nella Roma giallorossa. Un'esperienza da dimenticare, finita dopo pochi mesi (da giugno 2012 a febbraio 2013) in mezzo alle polemiche e con mezzo spogliatoio contro.
ROBERTO MANCINI ALL'INTER - L'attuale ct dell'Arabia Saudita ha guidato una sola squadra per due volte in carriera, l'Inter. Chiamato per sostituire Mazzarri (ah, i cicli della storia che si rovescia) nel novembre 2014, manca l'accesso all'Europa nella prima annata ma chiude 4° la seconda. Ci sarebbe stata anche una terza, ma in polemica con la società dette l'addio ad agosto.
CLAUDIO RANIERI ALLA ROMA (E AL CAGLIARI) - Uomo dei ritorni, e sempre protagonista quando si tocca il tasto delle emozioni, è Claudio Ranieri. Nella Capitale a tinte giallorosse ricordano bene il suo rientro del marzo 2019, quando subentrò all'esonerato Di Francesco. Porta la barca, tremendamente pericolante, al porto sicuro più vicino, che significa Europa. Non sarà la Champions League, ma per soli tre punti. Anche al Cagliari che oggi conduce è un ritorno, per sua stessa ammissione la Sardegna sarà prima e ultima tappa in carriera.
MARCO GIAMPAOLO ALLA SAMPDORIA - Fa parte della categoria "ritorni sfortunati" quello di Marco Giampaolo sulla panchina della Sampdoria. Protagonista del fortunato triennio blucerchiato dal 2016 al 2019, nel gennaio 2022 viene richiamato da Ferrero. Riesce a salvare la squadra nella prima stagione, ma la partenza della seconda è disastrosa e vede i doriani collezionare record negativi nella storia del club. Dopo otto giornate di campionato gli subentrerà Stankovic, ma neanche lui riuscirà ad evitare la retrocessione della Samp.






