Milan, 165 milioni per una rosa “inadatta” ad Amorim. Ma non era “la migliore al mondo”?
In Portogallo, evidentemente, il 10 non è il voto più alto in pagella. Altrimenti, non si spiegherebbe come la rosa del Milan, che ieri sera Ruben Amorim ha definito “parzialmente inadatta” al suo calcio, sia stata giudicata appena due settimane fa - era il 5 settembre - il risultato di “un mercato da 10”. E, ancora più nello specifico, “la rosa migliore al mondo”. Ma c’è di più: “Tutti i giocatori sono perfetti per le nostre idee”.
Cosa è successo in questi 15 giorni?
Forse Amorim ne ha visto qualcuno dal vivo e ha cambiato idea. O forse il cambio di registro, dopo cinque partite in cui il Milan non ha mai segnato nel primo tempo e dopo il primo ko stagionale nell’Europa dei piccoli con il Benfica, è legato all’esigenza di delimitare i rispettivi limiti. Che il mercato del Milan, nonostante tutto, non fosse da 10 era già evidente: basti pensare al caso di Tomori, reintegrato all’ultimo dopo un’estate con la valigia sul letto, quella di un lungo viaggio. Quelle del 5 settembre possono anche essere frasi che si dicono, quelle di ieri sera sono parole di chi ha capito che forse è meglio costruirsi una strategia di uscita. E pure l’idea di “fallire in grande” non sembra entusiasmante.
Un mercato XL
Da 10 o meno, il mercato estivo del Milan è stato decisamente ambizioso. I rossoneri hanno speso 165 milioni di euro, con un saldo negativo rispetto alle cessioni di 78 milioni. Hanno piazzato il colpo più costoso nella loro storia - Goncalo Ramos -, che è anche l’acquisto più caro dell’estate italiana, seguito da Diego Moreira. In queste ore, va in scena un confronto tra Amorim e Gerry Cardinale: non è detto che porti a novità clamorose, ma è difficile che chi ha speso tanto possa aver apprezzato le uscite mediatiche di chi, pur riconoscendo con onestà di aver bisogno di tempo - e di non sapere se ne avrà -, già in passato si è fatto cacciare (a Manchester) proprio per una conferenza stampa di troppo.






