Napoli, De Laurentiis: "Gli americani? Gli arabi dopo il Covid offrirono 3,5 miliardi"
Nel corso della conferenza stampa in cui Antonio Conte ha annunciato il suo addio al Napoli, Aurelio De Laurentiis ha parlato anche delle indiscrezioni relative alla possibile cessione del club, dopo l’offerta di 2 miliardi da un gruppo americano: “Gli americani c’erano anche nel 2017, quando offrirono 900 milioni di dollari. Io ringraziai e dissi che non era possibile, perché il cammino era ancora lungo. Poi c’è stato il Covid, e ci sono stati gli arabi, che offrivano 3,5 miliardi per prendere anche la Filmauro. Ho risposto: che faccio, vado in pensione? Mi togliete tutti i giocattoli…
Il problema non è del denaro, ma capire se il successore può gestire anche con il cuore questa impresa. Il calcio è come il cinema, non lo puoi fare se con il cuore: puoi essere un tifoso, ma una società di calcio è comunque un'intrapresa dove, per conciliare i fattori di produzione, ci sono tanti fattori altalenanti e imprevedibili, che lo devi fare con amore. Sennò manderesti a quel paese gli allenatori, i giornalisti (che io mando a quel paese), i vari…
Immaginate soltanto dover combattere con i sindaci di questa città, e scoprire che hai un sindaco che non gliene può fregare di meno perché tra l’altro è anche juventino. Ma un sindaco di questa città, dopo che io vinco due due scudetti, continua a darmi lo stadio il giorno prima della partita, quello della partita e quello dopo, per pulirglielo? È ridicolo! Soltanto uno con gli attributi di ferro come me ha supportato e sopportato con fede l’idea del Calcio Napoli. Per il carattere che avevo, quando sono arrivato a Napoli, all’epoca c'era un'amica di mia madre come sindaco e ho tralasciato. Venivamo da un fallimento e iniziavamo qualcosa dove non sapevo nulla di calcio. Poi piano piano è arrivato il Masaniello (De Magistris, ndr) e anche lì è stato carino a non farmi fare uno stadio concorrente da un'altra parte, come voleva qualcuno. Poi però io ho fatto tanti progetti per il Maradona e ho verificato l’inadeguatezza di una ristrutturazione. Loro se la cantano e se la suonano. Ho detto a Fico (presidente della Regione Campania ndr) che, se si permette di dare 200 o più milioni al Comune per rifare il Maradona, io non investirò più un euro per il Napoli. Si prenda questa responsabilità. Ho trovato un terreno dove c’è la Q8 che sta bonificando: tra due anni, se il sindaco non si mette di traverso, posso costruire uno stadio da 70mila posti in due anni. I signori della Q8 sono interessati. Però a me viene da ridere in questa città, se penso all’America’s Cup: mi viene da ridere a pensare a Bagnoli e ai ruggiti dei Campi Flegrei. Poi sapete che a Napoli c'è la filosofia: tiriamo a campare. Speriamo di tirare a campare nel verso giusto".











